I desaparecidos d’Egitto

“Sappiamo molto poco delle centinaia di persone arrestate dalla polizia e dall’esercito durante la rivolta contro Mubarak che si trovano ancora in carcere. Ma di altri, circa cinquanta, non sappiamo proprio nulla. Sono spariti”. Lo ha dichiarato Gamal Eid, direttore della Rete araba sui diritti umani.
Eid sta esortando i generali egiziani a stilare una lista dei detenuti e a rispettare i loro diritti. La rete araba sui diritti umani teme che il mukhabarat, il servizio segreto che per decenni ha operato per conto del dittatore arrestando e torturando gli oppositori al regime, continui ad operare impunemente.
Qualche giorno fa il quotidiano britannico Guardian aveva riferito l’allarme partito da alcune organizzazioni per la difesa dei diritti umani sulla detenzione in gran segreto di centinaia, forse migliaia, di oppositori del regime da parte della polizia militare. Alcuni manifestanti, aveva scritto il quotidiano, erano stati detenuti in segreto in alcune sale del Museo Egizio, a ridosso di piazza Tahrir, epicentro delle proteste al Cairo.
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