Anonymous sbarca in Italia.

Domenica 13 febbraio il gruppo di hacktivisti che si cela dietro lo pseudonimo di Anonymous, ha preso di mira alcuni siti istituzionali italiani, tra cui Camera.it, Governo.it, Senato.it e Parlamento.it. L’attacco è consistito, secondo una consuetudine del gruppo, nel saturare le risorse dei siti in questione, in modo da renderli inservibili. Una sorta di trasposizione in rete delle manifestazioni di piazza, che hanno come primo e immediato effetto quello di congestionare il traffico e rendere inaccessibili servizi e attività produttive. L’attacco, riuscito solo parzialmente, non è chiaro se a causa di un sottodimensionamento delle risorse impiegate dagli attivisti o grazie all’adeguata copertura messa in atto dai sistemi di sicurezza dei relativi siti, era stato preannunciato da un comunicato e motivato dalle politiche restrittive del governo italiano in materia di rete e dal generale stato di corruzione in cui versa il paese.

Nei giorni scorsi il gruppo si è reso protagonista di un attacco alla società di sicurezza HBGary Federal, in reazione alle dichiarazioni dell’azienda che sosteneva di aver individuato alcuni degli attivisti che fanno capo ad Anonymous. Dalle informazioni trafugate e pubblicate in rete, emergerebbe l’intenzione da parte di HBGary Federal di portare un attacco su più livelli al sito di wikileaks, in difesa del quale Anonymous ha già svolto numerose azioni.


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