Delibera Agcom sui diritti d’autore

Si concluderà il 3 marzo il periodo di consultazione pubblica richiesto dall’Autorità garante delle comunicazioni per la sua nuova delibera, creata con l’intento di combattere la violazione dei diritti d’autore nei siti internet con server all’estero. Un provvedimento apparentemente regolare e lecito, ma che in realtà consentirebbe all’Agcom di mettere sotto sequestro e cancellare letteralmente siti in cui sono presenti file che non rispettano i copyright, senza nemmeno fare riferimento all’autorità giudiziaria. Per questo motivo diverse associazioni, che ritengono il regolamento anticostituzionale, hanno scritto una lettera aperta al parlamento: uno dei sostenitori di questa protesta è Fulvio Sarzana, avvocato ed esperto di internet. “Chiediamo di valutare a livello parlamentare la vicenda” ha spiegato Sarzana, “analizzare bene tutte le tematiche del cittadino e del diritto d’autore, e di prendere poi  una decisione, decisione che ognuno di noi accetterà”. La delibera darebbe all’Autorità garante un grande potere, ed è questo a preoccupare maggiormente le associazioni come la Adiconsum, Altroconsumo e Confcommercio, che hanno presentato una campagna con l’intento di non far passare la cosa inosservata. Il compito di creare questa legge è stato assegnato all’Authority tramite il decreto Romani, ma la sensazione è che la stessa Agcom abbia compreso la grandezza dell’incarico, vista la richiesta al Parlamento di rivedere le leggi sul diritto d’autore. Ed è proprio questo il nodo della questione secondo Sarzana, che ritiene inadatta l’autorità garante a svolgere una mole di lavoro tale, e vorrebbe che la creazione di una nuova legge in materia venga fatta dal Parlamento, secondo il ruolo che gli spetta: “La delibera prevede la possibilità di impedire agli italiani di accedere nei siti dislocati all’estero sospettati di violare i copyright, che potrebbero sparire dall’oggi al domani, senza che il consumatore possa saperne nulla”. La paura infatti, è che con la scusa della difesa dei diritti d’autore si dia il via libera a un vero e proprio strumento di censura,  e alcuni mezzi di condivisione di file, come Youtube e i vari social network, rischierebbero di diventare inaccessibili agli utenti di tutta la nazione, fatto che costituirebbe una forma di censura mai vista in precedenza.

Top