13 febbraio: La piazza degli ombrellini rossi

“Contamineremo la piazza libere e indecorose insieme a una moltitudine di donne come noi”. E’ l’appello lanciato da tre associazioni per i diritti delle prostitute che il 13 febbraio parteciperanno alla manifestazione delle donne per chiedere le dimissioni di Berlusconi e il suo governo.

La condizione delle lavoratrici del sesso, denunciano le tre associazioni Lucciole, Graziose e Bocca di Rosa, è drammaticamente peggiorata a causa delle politiche sulla sicurezza e sull’immigrazione, “esempio di una doppia morale che oggi risulta più che mai ridicola”. Non solo. Le politiche sul lavoro stanno condannando alla prostituzione migliaia di giovani che non sanno più cosa fare per sopravvivere. Tutto ciò avviene in un clima di condanna e stigmatizzazione causato anche dagli ultimi show del presidente del consiglio.
Il 13 febbraio scenderanno in piazza anche le prostitute, munite di ombrellini rossi, simbolo della lotta per i diritti. Parteciperanno per chiedere rispetto dei diritti delle lavoratrici del sesso e non emarginazione, e per pretendere politiche di genere che siano davvero nella pratica emancipatoria delle donne. Una partecipazione per alcuni versi critica, come spiega Maria Pia Covre, dell’associazione Le Lucciole: ” Da come era stato lanciato l’appello ci sembrava che si puntasse il dito contro le donne che hanno partecipato alle feste di Berlusconi: noi non vogliamo che questo succeda, perchè il problema è un altro. E’ vero che siamo di fronte a un problema di morale sessuale, ma le donne non si devono dividere davanti a questa questione di malcostume di morale pubblica. Non esistono “donne per bene” e “donne per male”. Siamo tutte donne uguali, con problemi di politiche ingiuste per quanto riguarda l’emancipazione e la vita sociale”.
“Ci metteremo a fine corteo, distribuendo anche volantini con informazioni relative alla mancanza di donne nei partiti che sbandiereranno la solidarietà in piazza, perchè ignorare la manifestazione sarebbe segnare una sconfitta” concludono le associazioni.
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