Egitto: a dispetto delle trattative si allarga il bacino della protesta.

Se qualcuno si aspettava che la “rivoluzione del 25 gennaio” sarebbe andata scemando di fronte alla resistenza di Hosni Mubarak,  ai 10.000 arresti e gli oltre 300 morti stimati, alle crescenti difficoltà d’approvigionamento in Piazza Tahrir, sarà rimasto stupito. Dopo 15 giorni di rivolta sono ancora centinaia di migliaia i cittadini egiziani nella piazza simbolo della protesta,  se consideriamo tutto il paese sono milioni gli egiziani nelle strade per chiedere la fine del regime. Oggi al Cairo la folla cinge d’assedio il parlamento e la sede della TV di stato, il megafono del regime. Nella terza settimana di mobilitazione sono arrivati anche gli scioperi dei lavoratori e le proteste nelle baraccopoli a ricordare che oltre alla dimensione politica a muovere la rivolta ci sono rivendicazioni sociali ed economiche che non trovano risposta neanche negli aumenti salariali per il pubblico impiego e nelle riforme precipitosamente introdotte dal regime nel tentativo di sedare gli animi. Mentre molti media internazionali propongono stime del danno economico causato al paese dalle proteste, dall’ UE e dagli USA arrivano piani di aiuti destinati a favorire una transizione pacifica in Egitto ed in Tunisia. Di “piano Marshall” parla invece Naguib Sawiris, il magnate egiziano delle telecomunicazioni proprietario  della Wind in Italia, che ostenta fiducia nel futuro economico del paese a patto di avere qualche aiuto esterno.
Intanto nei palazzi del Cairo il vicepresidente Omar Sulaiman ha avviato il dialogo con parte delle opposizioni nel tentativo di scrivere una “roadmap” della transizione, ma la trattiva è guardata con sospetto dalla piazza che la vede come il tentativo di cambiare tutto per non cambiar niente. La Fratellanza Islamica, il più grande ed organizzato partito d’opposizione in Egitto, è invece spaccato sull’ opportunità di andare avanti nel dialogo con il regime alla ricerca di una legittimità politica agognata per anni oppure portare avanti le isitanze di cambio radicale e completo del regime.

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