Facebook revolutions

Nelle piazze infuocate del Maghreb, gli attivisti avevano in una mano la bandiera, nell’altra il cellullare. Secondo alcuni studiosi, Twitter, Facebook e Youtube sono stati gli strumenti che hanno permesso di abbattere le dittature nel mondo arabo. La rivoluzione dei social network è raccontata in un libro. Ovviamente digitale.

si intitola “Facebook revolutions” l’e-book a cura di Raffaella Cosentino, edito da Terrelibere. In cinquanta pagine il lavoro racconta il ruolo chiave dei social media nella cosidetta “rivoluzione dei gelsomini”. “Non sono stati i social media a mandare Zine el-Abidine Ben Ali in esilio a Jadda, ma senza questi strumenti non ci sarebbe stata la rivoluzione” scrive l’autrice.

Dalla Tunisia all’Egitto, le ribellioni sono state messe in rete nello stesso momento in cui accadevano. Twitter e Facebook hanno dato voce alle persone affamate di libertà, aggirando la censura e permettendo di far vedere al mondo quello che stava accadendo nei paesi dilaniati dalle dittature. I nuovi strumenti delle nuove rivoluzioni, scrive la Cosentino, hanno cambiato il mondo, e non solo quello arabo.

Leggi l’anteprima di “Facebook revolutions”

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