Babush 17: l’ intifada pan-araba

“Ghadab” ua “gir’a”, collera e coraggio, queste sono due delle parole chiave che hanno accomunato le proteste che stanno sconvolgendo la sponda sud del Mediterraneo, un ondata che molti analisti paragonano ai tumulti scoppiati nell’89 nell’ Europa orientale dopo la caduta del muro di Berlino o ai moti del 1848. Una terza parola chiave è “intifada”, che vuol dire scrollarsi di dosso, ribellarsi: con un coraggio senza precedenti nel mondo arabo le masse si sono infatti ribellate gridando la loro rabbia e invadendo le piazze durante le cosidette “Giornate della collera”. Le mobilitazioni hanno in comune anche la genesi sui i social network, l’ essere animate da quei giovani sotto i 30 anni che costituiscono circa i 2 terzi delle società arabe. Rivolte spontanee ed inaspettate, nate senza essere dirette dalle forze d’opposizione o da movimenti tradizionali,che vanno oltre le rivendicazioni economiche e sociali per chiedere libertà e democrazia.
Nell’ incertezza degli eventi che si susseguono rapidamente e  di cui neanche i protagonisti possono prevederne l’esito, sicuramente una rivoluzione nel mondo arabo c’è già stata: poche settimane fà era impensabile vedere un giovane egiziano che senza alcuna paura ed a volto scoperto chiedesse le dimissioni di Mubarak davanti alle telecamere, impensabile vedere queste grandi masse per le strade delle capitali arabe se non per manifestazioni di regime. I governi dei vari paesi hanno preso provvedimenti precipitosi contro la diminuzione del potere d’acquisto dei salari e il 21 gennaio durante l’ ultimo vertice della lega araba sono stati stanziati 2 miliardi di dollari per sostenere le fasce povere delle popolazioni arabe. Tuttavia questo non è servito a fermare l’onda che avanza ingrossandosi ed ha già cambiato molte cose l’intero mondo arabo.

Gli ospiti della puntata:

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