Passpartù 17: la Grecia in sciopero

In questa puntata di Passpartù attraversiamo l’Adriatico per raggiungere la Grecia. Dopo gli accordi siglati dall’Italia e dalla Spagna con i paesi del nord-Africa, la penisola ellenica è diventata la principale porta d’entrata per i migranti che tentano di raggiungere l’Europa: 128 000 persone, passando dalla Turchia, sono entrate in Grecia nel 2010. Allo stesso tempo, la crisi ha colpito duramente il paese e la risposta delle autorità è stata un inasprimento delle politiche nei confronti dei migranti. L’ultimo annuncio: la costruzione di un muro ai confini con la Turchia. Per protestare contro queste politiche, nella nazione si sta assistendo a un moltiplicarsi di scioperi e manifestazioni. In questa puntata tenteremo di raccontarvi quello che sta accadendo in questi giorni nella penisola ellenica.

Costruzione di un muro alla frontiera con la Turchia, moltiplicazione dei centri di detenzione per stranieri, politiche di asilo inesistenti, sono soltanto alcune delle misure (e non-misure) restrittive prese dal governo greco nei confronti dei migranti. Il potere dell’estrema destra sta crescendo, insieme alla xenofobia. La destra tradizionale si mostra anche lei contraria all’immigrazione e la sinistra al governo, e infine anche il partito socialista, alle prese con la crisi economica che colpisce con forza il paese, ha deciso di prendere di mira i migranti. La Grecia teme l’arrivo di nuovi migranti sul suo territorio. Il lunedi’ 31 gennaio è stato annunciato il rafforzamento dei pattugliamenti terrestri e marittimi per contenere l’eventuale arrivo di migranti provenienti dall’Egitto, in fuga dal paese di Mubarak. In questi giorni un gruppo di persone in sciopero della fame, uno dei tanti che in questi mesi ha deciso di protestare, denuncia in un comunicato stampa “la politica fascista” proposta dal governo: “con la propaganda fascista (…) vogliono fare credere ai lavoratori greci che siamo una minaccia”, scrivono.

Tra le situazioni che denunciano i migranti vi è sicuramente quella di Evros. In questa regione, alla frontiera con la Turchia, ogni giorno i migranti cercano di raggiungere il paese europeo attraversando il fiume Evros, oppure a piedi passando per quel piccolo lembo di terra che unisce le due nazioni. Stando ai dati di Fontex, l’Agenzia europea di controllo delle frontiere esterne che da ottobre è presente su quel territorio, attraverso Evros sarebbero passati, solo nell’ottobre 2010, circa 245 migranti al giorno. Un passaggio reso molto rischiuoso dai confini naturali e dai blocchi della polizia. E che a breve potrebbe divenire ancora più difficile grazie alla costruzione di una barriera: un muro di dodici chilometri che
dovrebbe essere innalzato nell’unico tratto attraversabile. Intanto le autorità greche si danno da fare per contrastare il flusso: sono stati disposti quattro centri di detenzione, uno, a Fylakio, specificamente costruito per detenere migranti illegali, e altri tre improvvisati all’interno delle stazioni di polizia. In questi centri le condizioni in cui vivono i detenuti sono disumane, non riescono neanche a dormire sdraiati, perchè non c’è posto, sono costretti a stare seduti tutto il giorno. A Fylakio ci sono 374 posti, ma le persone detenute sono sempre tra 600 e 700. Le stazioni di polizia invece hanno tra i 30 e i 38 posti, ma anche qui in realtà ci sono molte più persone, più di 100, fino a 180. Medici senza frontiere è andata in visita quest’autunno, e ha deciso subito di intervenire con una missione di urgenza.

Per chi è riuscito ad entrare e rimanere in Grecia, il quotidiano è tutto fuorchè paradisiaco. Qui a Passpartù abbiamo spesso parlato della Grecia, sopratttutto per quanto riguarda la questione dei richiedenti asilo: la convenzione di Dublino 2 infatti obbliga i profughi a chiedere l’asilo nel primo paese in cui sono entrati, e spesso è la Grecia. Le loro impronte digitali sono registrate in uno schedario europeo e così sono facili da rintracciare. Il problema però è che la Grecia rilascia l’asilo a meno dell’1% delle persone che l’hanno chiesto. Negli ultimi mesi, si sono molteplicati gli scioperi della fame dei richiedenti asilo intrappolati in Grecia. Cosi’, ad ottobre scorso, 45 persone, tutte iraniane, hanno iniziato uno sciopero della fame per ottenere lo statuts di rifiugiato, otto di loro si sono cuciti le labbra. Da un mese, un gruppo di otto richiedenti asilo, uomini e donne provenienti dall’Afghanistan, hanno iniziato anche loro un sciopero della fame, sempre per chiedere l’asilo. La stessa cosa hanno fatto altri richiedenti asilo di origine palestinese.

Il 25 gennaio scorso un gruppo di trecento migranti, 250 dei quali ad Atene ed altri 50 a Salonicco, hanno dato vita a un nuovo sciopero della fame. Sfruttati nei cantieri o nei campi, privi di diritti, i lavoratori migranti hanno deciso di fare sentire la loro voce. Nel loro communicato stampa denunciano il clima di odio che regna in Grecia nei loro confronti e ricordano che se hanno dovuto lasciare i loro paesi per andare a cercare una situazione economica migliore, è soprattutto a causa “delle multinazionali occidentali e dell’occidente che ruba le risorse nei nostri paesi”. (Per seguire lo sciopero dei 300 lavoratori migranti: hungerstrike300.blogspot.com).

Atene e Salonicco sono le città greche con la percentuale di abitanti stranieri più alta della penisola: nel 2008, nella capitale e nella sua provincia, l’Attica, il 17 % della popolazione era straniera, mentre a Salonicco i residenti stranieri rappresentavano il 7% circa della popolazione. Da allora la presenza di stranieri sul territorio greco è sicuramente aumentata: secondo l’ACNUR, nel 2010 sono entrate in Grecia 128000 persone. Molti migranti cercano di raggiungere altri paesi europei ma spesso rimangono intrappolati sul territorio greco, rimandati indietro dalle autorità italiane una volta arrivati nei porti dell’Adriatico o ancora spediti nel paese balcanico dagli altri paesi europei per via degli accordi di Dublino 2, nel caso siano richiedenti asilo.

Ospiti della puntata:

Katerina Tsapopoulou
Joanna Pertsinidou
Michelangelo Cocco
Omar
Ali

In redazione:
Khaldoun e Andrea Cocco

Passpartù è un programma a cura di Elise Melot e Marzia Coronati

La nostra mail: passpartu@amisnet.org

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