Libano: in settimana nuovo governo di unità nazionale

Il presidente della repubblica libanese Michel Sleiman si augura che entro questa settimana si possa formare un nuovo governo di unità nazionale dopo che il Libano è precipitato nell’ennesima empasse politica. Un augurio pressante, dettato dalla preoccupazione del presidente per la situazione economica del paese che è in rapido deterioramento e per l’ instabilità regionale legata alle rivolte in altri paesi arabi.
Mentre in Tunisia la popolazione è ancora in piazza per assicurarsi un vero cambio di regime, in Egitto il presidente Hosni Mubarak sembra essere arrivato alla fine del suo 30ennale dominio e nello Yemen ed in Giordania la tensione è alle stelle per il timore o la speranza che sia partito un effetto domino che porti alla fine anche dei loro regimi, in Libano la crisi politica ha tutt’altre origini e prospettive. Nel paese dei cedri le piazze si sono riempite dopo la caduta del governo di unità nazionale guidato da Saad Hariri dovuta al disaccordo sulla corte internazionale che dovrebbe rivelare la verità sull’ omicidio del padre di Saad, l’ex premier Rafiq Harir. Sulla collaborazione che Beirut dovrebbe offrire al Tribunale Speciale per il Libano è esploso il disaccordo tra la maggioranza guidata da Al Mustaqbal, il partito di hariri appunto, e l’opposizione guidata da Hizbullah. Secondo insistenti indiscrezioni il TSL si appresterebbe infatti ad incriminare alti dirigenti di Hizbullah per la strage di San Valentino, il “partito di Dio” dal canto suo accusa il tribunale di essere uno strumento in mano a “sionisti ed americani” per cercare di disarmare la resistenza libanese. Dopo la caduta del governo di unità nazionale presieduto da Saad Hariri il presidente libanese Michel Sleiman ha dato mandato di formare un nuovo governo a Najib Mikati, sostenuto da Hizbullah, suscitando la rabbia dei sostenitori della coalizione di Hariri che nel frattempo ha perso pezzi in favore dell’opposizione. Proprio grazie ai trasfughi come Walid Jumblat, leader druso del partito socialista e finora parte della coalizione di Hariri, ora l’ opposizione guidata da Hizbullah ha la maggioranza parlamentare e lancia messaggi concilianti allo schieramento avverso invitato a partecipare al prossimo governo. Più verosimile è l’ipotesi di un governo senza Hariri e i suoi ma con un certo numero di ministri tecnici per evitare un monocolore dell’opposizione, un governo che difficilmente potrebbe resistere alle tensioni che accompagneranno tra tre mesi l’inizio dei lavori del Tribunale Speciale per il Libano.

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