Negare i diritti? Basta un click!!

Non basta certo l’utilizzo dell’informatica e della rete a rendere l’applicazione del decreto flussi 2011 qualcosa di nuovo. Al contrario, le nuove modalità di accesso con le quali i datori di lavoro (imprese o privati cittadini) potranno regolarizzare i propri dipendenti stranieri, somigliano sempre più ad una lotteria della quale è impossibile governare o prevedere gli esiti. A partire dalle otto di questa mattina, scaglionati nell’arco di alcuni giorni in base all’appartenenza o meno a paesi che hanno sottoscritto accordi con l’Italia, si stima che saranno circa quattrocentomila i lavoratori migranti che tenteranno di sanare la propria situazione, a fronte di poco più di centomila posti “in palio”. Facile quindi prevedere gli esiti dell’operazione: centinaia di migliaia di lavoratori, già inseriti a pieno titolo nel tessuto produttivo del nostro paese, continueranno a lavorare in condizioni di estrema ricattabilità, in assenza totale di diritti e di qualsiasi tipo di assistenza, esposti alla minaccia di poter essere rimandati a casa nel momento in cui non dovessero servire più.

Come se non bastasse l’operazione di marketing denominata click day, è stata un disastro anche dal punto di vista tecnico, come denunciato da Melting Pot. Niente di nuovo sotto il sole, nella forma come nella sostanza.

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