Napoli, continua la protesta dei lavoratori sociali

Proseguono a Napoli le iniziative di protesta di ‘Il Welfare non è un lusso’, il comitato dei lavoratori sociali che già da tempo manifestano per la difesa dei loro diritti. Negli ultimi giorni si sono vissuti anche momenti di tensione quando due operai si sono fatti calare da una delle due torri del Maschio Angioino, e sono rimasti sospesi nell’aria per oltre un’ora. Legati con delle corde il loro intento era di rappresentare in quel modo la situazione che stanno vivendo in questi ultimi mesi. “Noi siamo in agitazione da circa quattro mesi”, ha spiegato Sandro D’Angelo, presidente della Gesco Sociale e portavoce del comitato ‘Il Welfare non è un lusso’, “non ci si rende conto che a furia di tagliare questi servizi si perderanno migliaia di posti di lavoro”. Le strutture che subiranno maggiormente l’effetto dei tagli sono le case famiglia per i minori, le comunità per tossicodipendenti e i centri per la salute mentale, e sono proprio le conseguenze scatenate dalla chiusura di questi servizi a destare le maggiori preoccupazioni, perchè facendo così le famiglie più in difficoltà si troverebbero costrette a rivolgersi ai cirtuiti illegali della associazioni mafiose. “Noi stiamo provando a segnalare che ci sarà una perdita per tutta la comunità, i territori diventeranno più violenti, meno sicuri” continua D’Angelo, che ha presenziato stamattina alla grande manifestazione indetta dalla Fiom: “Gli operatori sociali stanno patendo analoghe difficoltà di altri settori della catena produttiva, e questo ci ha spinto a prendere parte alla manifestazione della Fiom a Pomigliano, perchè riteniamo tutto sommato che le loro ragioni siano anche le nostre”. Ora si attendono le prime reazioni a questa situazione nel resto della penisola, e si ha sempre più l’impressione che la questione di Napoli (che complessivamente vanta un debito di 500 milioni di euro), costituisca semplicemente il primo atto di una protesta che assumerà a breve carattere nazionale.

Top