Condannati in sette per il blocco al treno nucleare

Mercoledì un tribunale francese ha condannato 7 attivisti che avevano partecipato alle manifestazioni contro il “treno dell’inferno”, un convoglio carico di 123 tonnellate di scorie nucleari che il 25 novembre scorso aveva attraversato il nord dell’Europa prima di arrivare al deposito di Groleben nell’est della Germania. Militanti del gruppo d’azione non violenta contro il nucleare, i 7 sono stati condannati a 1 mese di detenzione e a pagare un’ammenda di 30 mila euro in relazione al primo blocco del treno avvenuto nella regione del Calvados. Nessuna condanna invece a carico dei poliziotti francesi denunciati dagli attivisti feriti durante le operazioni di sgombero dei binari. “I militanti non violenti vengono prima feriti e poi condannati” denuncia la rete antinuclearista francese Sortir du nucleaire “mentre i poliziotti non sono neanche sotto inchiesta”. “E’ chiara la volontà delle autorità di criminalizzare le azioni di disobbedienza civile contro il nucleare” prosegue il portavoce di Sortir François Mativet, che punta il dito sulla protezione garantita dal governo all’AREVA, l’azienda nucleare francese. I blocchi del 25 novembre sui binari francesi e tedeschi erano stati ripresi da diversi media europei e nonostante il treno abbia alla fine raggiunto il sito di Groleben, l’AREVA era finita al centro dell’attenzione sulla gestione di uno dei punti più deboli della catena nucleare: quello delle scorie. Un problema a cui, nonostante le ripetute rassicurazioni, l’industria del nucleare non riesce a dare alcuna soluzione, né in Francia,  né altrove.

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