Francia: la SNCF e i treni della Shoah

Dal campo di Drancy venivano portati alla stazione di Bobigny, a nord est di Parigi. Da li’, venivano fatti salire su un treno direzione Auschwitz. Cosi’, dal 1943 al 1944, dalla stazione di Bobigny, 20 000 ebrei sono stati deportati verso i campi di concentramento dai treni della SNCF, l’azienda ferroviaria pubblica francese. In totale in tre anni, la SNCF avrebbe trasportato circa 76 000 persone sui suoi treni verso i campi. Ieri, martedi’ 25 gennaio, a due giorni della Giornata della memoria dell’olocausto, l’attuale presidente della SNCF, Guillaume Pepy si è recato nella stazione della cittadina alla periferia di Parigi. Ad accompagnarlo c’era Simone Veil, ex-ministra ed ex-parlamentare, deportata al campo di Birkenau nell’aprile del 1944 proprio da Bobigny  Per la prima volta, 65 anni dopo i fatti, l’azienda ha riconosciuto il suo ruolo nella deportazione di decine di migliaia di persone. “La SNCF, società statale, è stata requisita diventando un ingranaggio della macchina nazista di sterminio”, ha affermato Pepy.
Questo discorso ricorda quello fatto da Chirac nel 1995, durante la commemorazione della “rafle du Vel d’Hiv”, il raid effettatuo in due giorni, a luglio del 1942, ad opera della polizia francese. 9000 poliziotti e gendarmi francesi catturarono allora 13.152 ebrei, portati al velodromo parigino e da lì ai campi di sterminio. Fu soltanto nel 1995 che lo Stato francese, per voce di Chirac, ha riconosciuto la sua responsabilità e la sua partecipazione allo sterminio.
Mentre a Bobigny si svolgeva la cerimonia,  dalla Florida, Stati Uniti veniva lanciato un nuovo appello per chiedere di più alla SCNF. Per Rositta Kenigsber, vice-presidente dell’Holocaust Documentation and Education Center, vicino Miami, l’Ad di SNFC, Pepy, deve recarsi in Florida per incontrare i sopravvissuti della Shoah e i loro decedenti. Gli interessi economici della SNCF nello stato americano, sottolinea la Keinigsber, sono grandi: l’azienda francese spera di poter vincere un’appalto per la costruzione di una linea di treno ad alta velocità, un bel mercato.
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