Uniti Contro la Crisi: Marghera, il giorno dopo.

Si è concluso nella mattinata di domenica 23 gennaio con un’assemblea plenaria il meeting di Uniti Contro la Crisi. Il meeting, tenutosi presso il presso il centro sociale Rivolta di Marghera, ha avuto l’obiettivo di costruire discorso politico e programmare intervento nell’ambito di un percorso, quello di Uniti Contro la Crisi, che ha ampiamente contribuito a dar vita alle mobilitazioni autunnali e cerca forme ampie di consenso per opporsi alle dinamiche di sfruttamento e superamento della democrazia che con sempre maggior vigore si vanno determinando nel nostro paese. I lavori del meeting si sono articolati in tre workshop, svoltisi in contemporanea nel pomeriggio di sabato 22 gennaio. I tre workshop, che si occupavano rispettivamente di formazione e conoscenza, lavoro, welfare e reddito e ambiente e gestione dei beni comuni, hanno centrato l’attenzione su come le varie tematiche fossero strettamente connesse al tema della democrazia, giudicata oggi in pericolo.
Il primo momento di sperimentazione concreta per Uniti Contro la Crisi dopo il meeting di Marghera sarà lo sciopero generale dei metalmeccanici, indetto dalla FIOM per il 28 gennaio, che darà vita a manifestazioni in ogni regione d’Italia. Per quell’occasione studenti, precari, ricercatori, centri sociali, oltre a quanti lottano per la gestione pubbliica di acqua, territori, e beni comuni in senso più ampio, si sono impegnati a sostenere i metalmeccanici, in una battaglia che, è stato più volte ribadito, va molto oltre una vertenza sindacale.
Ascolta gli interventi conclusivi del meeting:
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