Tunisia: tra storia e fiabe, la vera storia di Ben Ali

Ha un senso la storia? Come passerà alla storia Ben Alì? Sapevamo che fosse un dittatore corrotto. Sapevamo che fosse Baba, padre di una numerosa famiglia. Saranno stati almeno una quarantina ad andarsene su quell’ aereo, di corsa, tra familiari, collaboratori, vicini alla famiglia. E una tonnellata e mezzo d’oro. Ben Ali Baba e i quaranta ladroni! Una tonnellata e mezzo di oro rubato al popolo tunisino. Ovvero dieci quintali e mezzo, mille e cinquecento chili d’oro. Il furto del secolo. Altro che “Topkapi” o “Operazione San Gennaro”. Millle e cinquecento chili d’oro. Nella capitale, persone in estremo caso di necessità possono impegnare la loro collanina d’oro, 20/30 grammi…

Ci vuole classe per rubare mille e cinquecento chili d’oro sotto il naso di tutti. Arsin Lupin gli farebbe tanto di cappello. Ma come finirà alla storia il nostro Ali? Lo ricorderemo come Ben Ali Baba e i quaranta ladroni? Passerà alla storia, come davvero meriterebbe per l’esimio risultato conseguito? O solo come un misero dittatore in esilio nel deserto dell’Arabia Saudita?

D’altra parte, anche normali super manager di grandi multinazionali in fallimento se ne sono andati con buonuscite da decine di milioni di dollari. Qual’è la buonuscita di un dittatore? Mille e cinquecento chili d’oro.

Coerente ed efficace la nostra posizione. Con qualche fuoco ancora acceso nelle strade, la sottosegretaria Stefania Craxi va ad Hammamet, cuore della rivolta, il 17 gennaio. Va a dare supporto al popolo tunisino? No. Va a rendere omaggio alla tomba del padre Bettino (come fa da undici anni), esiliato dall’Italia nella corte del ladrone Ben Ali Baba. Intervistata dal servizio pubblico sul ruolo che l’Italia dovrebbe avere in questo processo, risponde diplomaticamente che l’Italia è vicina ai processi di democrazia in Tunisia. Senza dimenticare, aggiunge, che il precedente regime ha favorito sviluppo (ditelo a chi si è dato fuoco per primo) e democrazia (ditelo ai prigionieri politici appena liberati e a quelli che hanno scontato anni di carcere per aver scritto contro Ben Ali Baba, come l’avvocato Maitre Abbou, tre anni e mezzo). Opportuna, la visita di Stefania Craxi. Qualità imprescindibile per un vice capo della diplomazia italiana. Dieci e lode all’ufficio stampa che ha persino fatto passare l’intervista sul TG del servizio pubblico. Ci siamo, siamo sulla notizia. Stavamo a tavola con Ben Ali Baba fino a pochi giorni fa, ma ora siamo con gli altri. In altre parole, vogliamo restare seduti a tavola! Pero’ alziamo il calice per Ben Ali Baba nel deserto, quello che stava a capotavola, il ladrone del secolo, quello dei mille e cinquecento chili d’oro. Opportuna e coerente la parola della nostra Sottosegretaria.

Tra storia, mito e fantasia Ben Ali Baba fa il bagno nelle monete d’oro nella sua tenda nel deserto. Problemi d’acqua non ne ha, gliela portano le ancelle.

Se è vero che esiste un diritto internazionale, o quantomeno una prassi basata su una serie di accordi bilaterali e multilaterali sempre limitati dalla sovranità di ogni Stato, allora accanto al rimpatrio di quelli che vogliamo in Italia, reclamiamo anche il rimpatrio di Ben Ali Baba in Tunisia, perchè anche per lui sia la strada politica o quella giudiziaria a decidere della propria sorte. Ma Ben Ali Baba sa che si tratta di un film a lieto fine.

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