Francia: il reato di solidarietà fa 20 arresti

Nel giro di pochi giorni sono stati arrestati a Parigi 20 attivisti che lottano contro i Cie e le espulsioni di migranti privi di documenti. L’ultimo episodio si è verificato ieri, giovedì 20 gennaio, sul volo AF3096 Parigi-Bamako, Mali. Tra i passeggeri dell’aereo, molti appartengono alla rete Africa-Europa-Interact e vanno a Bamako per partecipare ad una marcia di sans-papiers che andrà fino a Dakar, dove si terrà agli inizi di febbraio il prossimo Forum Social Mondial. A bordo c’è già qualcuno, racconta Michael Hackert, un testimone citato nel comunicato stampa della rete Interact: “un uomo accompagnato da più poliziotti e legato che cercava di opporsi alla sua espulsione”. I passeggeri cercano di impedire l’espulsione ma l’aereo parte comunque. Qualche minuti dopo, fa marcia indietro, atterra a Roissy e la polizia fa scendere 17 passeggeri, di cui 3 bambini. Messi in stato di fermo, sono stati rilasciati poche ore dopo. “Gli arresti di passeggeri che si oppongono alle espulsioni si moltiplicano”, commenta la rete Interact nel suo comunicato, “Air France è complice della macchina ad espellere europea”. Negli anni scorsi, più persone sono state condannate per essersi opposte a simili espulsioni. E la motivazione a cui ricorrono le autorità francesi per procedere è sempre quella dell'”ostruzione alla circolazione di velivoli”. Il 13 gennaio, come riportato dal sito Macerie, 3 persone sono state arrestate per delle scritte sulle rivolte in Tunisia e in Algeria apparse sui muri di Belleville, un quartiere della capitale. Portati davanti ad un giudice, è stato deciso che sarebbero stati mantenuti in carcere fino alla data del processo. In più pensano che la reale motivazione dell’arresto è il fatto che i due sono stati accusati in passato di aver svolto delle azioni di solidarietà con gli imputati di Vincennes, il gruppo di 10 migranti ritenuti responsabili della rivolta e dell’incendio del Cie di Vincennes, a giugno del 2008. Un anno fa, le legge contro l’immigrazione voluta dall’allora ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale, Eric Besson, riceveva numerose critiche da parte di associazioni e militanti. Tra i punti criticati, il cosiddetto “delitto di solidarietà”, che permette la condanna di chiunque aiuti uno straniero privo di documenti. Per questo reato, possono essere arrestati trafficanti ma anche persone che hanno semplicemente dato una mano ad altre persone. Per il GISTI, gruppo di informazione giuridica a sostegno dei migranti, molte volte “la solidarietà viene repressa utilizzando altri pretesti, con l’obiettivo di screditare militanti o associazioni”. Gli episodi di queste ultime settimane sono un chiaro esempio.

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