“Uniti contro la crisi” riparte da Marghera.

“L’arroganza con cui i poteri forti del sistema della crisi attaccano diritti, democrazia e qualità della vita, pongono con urgenza la questione dell’elaborazione collettiva di un programma sociale condiviso attorno al quale disegnare un’alternativa possibile a ciò che ci è imposto dall’alto con violenza e ricatto. All’individualismo proprietario su cui si basa la società dell’esclusione e della diseguaglianza sostenuta da dispositivi autoritari e ingiusti, si contrappone la pratica del comune. E’ con questo spirito che uniticontrolacrisi invita tutti e tutte all’appuntamento di Marghera, per dare nuova forza alle lotte che ci aspettano e che hanno bisogno di una nuova elaborazione politica, per una nuova idea di società per cui battersi tutti insieme.” Queste poche parole introducono il programma del meeting che si terrà il 22 e 23 di gennaio presso il centro sociale “Rivolta” a Marghera, meeting indetto da “Uniti contro la crisi”, il percorso politico che ha partecipato e ampiamente contribuito da animare le mobilitazioni autunnali – dalla manifestazione nazionale della FIOM del 16 ottobre alle mobilitazioni studentesche contro la riforma Gelmini tenutesi in novembre e dicembre – e che, come spiega Luca Casarini, non vuole essere uno spazio di avanguardia politica nè tantomeno di sussunzione o rappresentanza del movimento. “Uniti contro la crisi”, continua Casarini, è uno spazio di definizione del possibile, in cui trovano confronto realtà anche molto diverse tra loro che, mantenendo la propria specificità, mirano a individuare un terreno “comune” sul quale aggredire la crisi, in opposizione a quanti, dal governo alla compagine industriale, approfittano dello stagnamento economico per azzerare i diritti e tagliare il welfare. La crisi che stiamo vivendo è strutturale e non contingente, il suo protrarsi ne è dimostrazione evidente. Le soluzioni dovranno a loro volta essere sistemiche e complesse, stabilite collettivamente. Proseguire il cammino in questa direzione è l’obiettivo, ambizioso, del meeting di Marghera.

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