Lo scippo di radio Padania sulle frequenze pugliesi

Una radio che ha dei privilegi “che non sono concessi a nessun altro”; un abuso sostenuto grazie a una legge “illiberale, e addirittura anticostituzionale”. Con queste parole l’editore della Mixer Media, Paolo Pagliaro, commenta lo ‘scippo’ delle frequenze operato da Radio Padania Libera nei confronti di alcune emittenti salentine. Il fatto risale al 17 dicembre dello scorso anno, quando l’emittente della Lega iniziò a utilizzare alcune frequenze in Puglia per trasmettere i propri programmi, senza preoccuparsi del fatto che fossero già occupate da alcune radio locali. Una volta scoperta l’intromissione, sono state immediate le reazioni dei vertici della Mixer Media, che ha denunciato l’accaduto e che proprio la settimana scorsa ha ricevuto anche il sostegno della regione. La questione è che secondo la legge, Radio Padania Libera avrebbe agito nelle più totale legalità. A stabilirlo è il provvedimento che permette alle cosiddette radio “nazionali comunitarie” (che in Italia sono Radio Padania Libera e Radio Maria) di occupare una frequenza senza chiedere nessun tipo di permesso e di ritenerla automaticamente propria se dopo novanta giorni nessun’altra emittente si lamenta di eventuali interferenze. Inoltre, dal 2005 in poi, grazie a una norma inserita nella finanziaria queste radio ricevono ogni anno un contributo di un milione di euro (500.000 euro ciascuna), che vanno a sommarsi ai guadagni che le emittenti ottengono dalla vendita o l’affitto delle frequenze occupate.

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