Tunisia: la società civile contro il rischio di essere scippati della rivoluzione

Ore convulse dopo la fuga di Ben Alì. Mentre per le strade proseguono gli scontri con i gruppi rimasti fedeli al presidente, il movimento democratico si organizza per evitare che i risultati e il senso della rivolta iniziata lo scorso 17 dicembre vengano ribaltati. I palazzi del potere sono attraversati da convulse trattative per definire il governo di transizione e le fazioni che sono cresciute all’ombra del regime di Ben Alì lottano per conservare un ruolo. Coscienti del rischio di essere estromessi dalle trattative in corso la società civile tunisina ha costruito uno spazio di consultazione permanente. “Abbiamo messo in piedi un collettivo per la cittadinanza che raggruppa tutti i movimenti che in questi anni hanno lottato per la fine della dittatura” commenta Sana dell’Associazione delle Donne Democratiche Tunisine. “Dobbiamo restare vigili, il potere di Ben Alì è ancora grande e per buttare alle spalle le violenze del regime è necessario costruire un percorso su basi solide”.

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