Haiti: Il fallimento dell’umanitario

E’ passato un anno dal terremoto di Haiti. A seguito di quella tragedia, che provocò trecentomila vittime e la devastazione del paese, la comunità internazionale si assunse il compito di ricostruire la nazione. Ma oggi Haiti è ancora in ginocchio.

“Il governo haitiano è stato latente e il compito di ricostruire è stato affidato in toto dalla comunità internazionale. La commissione di ricostruzione è presieduto da Bill Clinton e composta in prevalenza dagli stranieri. Gli haitiani sono stati tenuti fuori dalla ricostruzione” spiega Alessandro Demarchi, autore insieme a Marco Bello del libro “Haiti: l’innocenza violata”, edito dalla Infinito edizioni.

Gli autori nel loro libro ripercorrono la storia del paese, che sin dalla sua indipendenza, nel 1804, Haiti è stata resa succube dalla comunità internazionale, è stato un paese sotto tutela da sempre. “Agli haitiani è sempre stato negato il diritto di costruire il loro futuro” dicono.

A distanza di un anno, il numero di persone che vivono nelle tende è invariato: un milione e mezzo. In queste settimane la situazione di Haiti è peggiorata a causa di un’epidemia di colera importato che ha provocato oltre 3500 morti in tre mesi. Le elezioni che si sono svolte lo scorso novembre non hanno migliorato le cose, anzi: le frodi hanno bloccato il primo turno delle elezioni presidenziali e legislative, creando un’impasse politica ancora non risolta.

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