La sindrome di Quirra

Pastori, operai, militari e animali. Tutti vittime di quella che è stata definita la “sindrome di Quirra”, dal nome della località sarda dove si trova il poligono militare che dalle colline di Perdasdefogu giunge sino alle rive di Capo San Lorenzo. Il 65% dei pastori che vivono nelle vicinanze della base militare ha il cancro, gli agnelli nascono con gravi malformazioni e l’ambiente risulta fortemente contaminato, ma la situazione rimane invariata come se nulla fosse. Secondo le stime del comitato “Gettiamo le basi”, sino a oggi sono morti 40 civili e 23 militari, e ancora non è stato preso alcun provvedimento per cercare di mettere fine a questa strage. Tutti gli abitanti della zona conoscono la realtà dei fatti, e nell’articolo pubblicato da Paolo Carta nell’ “Unione Sarda” del 4 gennaio, sono stati resi noti i risultati dell’indagine condotta dalle Asl di Cagliari e Lanusei:  si tratta di un vero e proprio disastro ambientale, letteralmente ignorato dagli organi di informazione. Secondo i veterinari che hanno svolto le analisi quasi il 70% dei pastori ha contratto la leucemia, e praticamente in ogni ovile dell’area contaminata si verificano casi di malformazione negli animali: agnelli che nascono con due teste, sei zampe, in alcuni casi addirittura sventrati o con bolle d’acqua nel cervello. La dottoressa Maria Antonietta Gatti, dell’università di Modena, ha confermato l’elevata concentrazione nella zona delle cosiddette “polveri di guerra”, ovvero quelle nano-particelle di metalli pesanti che derivano dall’esplosione di proiettili arricchiti, rintracciate anche in aree distanti dall’installazione militare. Ora si attendono i risultati ufficiali relativi al controllo del territorio, ma sembra ormai evidente che la questione riguardante gli effetti delle basi militari presenti sul territorio sardo debba giungere a una svolta.

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