Tunisia: L’Europa silenziosa complice del massacro

Le autorità tunisine stanno violentemente reprimendo i manifestanti che dalla metà del mese di dicembre protestano per le strade delle città del paese. Secondo Sihem Bensedrine, giornalista di Radio Kalima e portavoce del Consiglio per le libertà in Tunisia, sarebbero almeno 50 i morti durante lo scorso fine di settimana. Nel suo comunicato, che trovate in allegato, il Consiglio Nazionale per le Libertà riporta i nomi delle persone che hanno trovato la morte. “La polizia ha sparato sui manifestanti – racconta Sihem Bensedrine – ma molte persone sono anche state uccise dagli squadroni della morte”. La giornalista ha detto ai nostri microfoni che in più città del centro-ovest del paese, Thala, Reguab, Meknassi e Kasserine, gruppi armati di 4 uomini sono entrati nelle case delle vittime, le hanno portate via e poi ne sono stati ritrovati i corpi senza vita. Per l’attivista non c’è dubbio, “questi omicidi sono stati organizzati dalle più alte cariche dello Stato: il ministero dell’interno e la presidenza della Repubblica”. Ma per Sihem Bensedrine, Ben Ali e le autorità tunisine non sono gli unici responsabili: “Con il suo silenzio, l’Europa è complice degli assassini”. Venerdi scorso, 7 dicembre, il ministro tunisino degli affari esteri Kamel Morjane ha incontrato a Parigi il suo omologo francese Michèle Alliot-Marie poco prima dell’esplosione della violenza di Stato: “ci sembra che le autorità francesi abbiano dato una sorta di permesso a quel massacro” conclude.

One Comment;

  1. Banana said:

    Grazie delle informazioni, appena ho sentito dei fatti ho subito pensato di collegarmi ad Amisnet, sicuro di ascoltare voci vere su quello che sta accadendo nel regime di Ben Ali.
    W RADIO KALIMA

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