Babush 13: il futuro è nella terra

I critici lo chiamano “land grabbing”, in italiano letteralmente “accaparramento di terra”. Si tratta di un processo in atto da alcuni anni e che, stando alle denunce di molte organizzazioni non governative, rischia di determinare una nuova forma di colonialismo. Un’era in cui lo spoglio di risorse ai danni dei paesi in via di sviluppo percorrerebbe la via dell’acquisizione di intere porzioni di territorio, in Africa quanto in America Latina e in Asia, allo scopo di produrre alimenti destinati ai propri mercati interni ed a quello internazionale.

Molti stati si trovano nella condizione di dover pensare a come approvviggionarsi di derrate alimentari senza sottostare alle fluttuazioni di mercato che, come ha insegnato la crisi alimentare del 2007, possono anche raddoppiare o triplicare i costi per importatori e consumatori. Parliamo di stati che per soddisfare il loro fabbisogno alimentare dipendono dalle importazioni. Paesi come Cina, Arabia Saudita, Libia, Svezia, Emirati Arabi hanno dato corpo ad una singolare esternalizzazione della produzione agricola, acquistando o affittando enormi porzioni di terra coltivabile da altri paesi, meno abbienti e bisognosi degli ingenti investimenti che i “compratori di terra” sono in grado di garantire. La crisi economica nata dal crollo del mercato immobiliare è invece tra i motivi che hanno spinto sempre più investitori verso il mercato agroalimentare e delle terre, che quindi sono diventate oggetto di speculazione finanziaria che alimenta il fenomeno del land grabbing. A completare il quadro la crescente domanda di terreni da destinare alla produzione di biocombustibili. Tra i principali paesi target di questo mercato ci sono Brasile, Madagascar, Etiopia, Congo.

Ospiti della puntata:

  • Henk Hobbelink, agronomo dell’ONG GRAIN
  • Roberto Sensi, dell’ONG MAIS
  • Sofia Monsalve, coordinatrice del programma “terra e accesso alle risorse” per l’ONG FIAN
  • Anuradha Mittal, direttore esecutivo dell’Oakland Institute

In redazione: Ciro Colonna, Khaldoun, Elise Melot, Marzia Coronati, Francesco Diasio.

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