Passpartù 13: a undici anni dalla tragedia del Vulpitta

Nella notte del 28 dicembre 1999 al Serraino Vulpitta, il Centro di permanenza temporanea e assistenza di Trapani, scoppia un incendio: 6 persone rinchiuse nel centro, Rabah, Nashreddine, Jamal, Ramsi, Lofti e Nasim muoiono nel rogo. In questa puntata di Passpartù, a 11 anni da quei fatti e 12 anni dopo la creazione dei centri di reclusione per stranieri in Italia, torniamo a raccontarvi l’accaduto.

Con l’articolo 12 della legge 40 del 1998, la cosiddetta legge Turco-Napolitano divenuto poi articolo 14 del testo unico, i CPT (Centri di permanenza temporanea) per immigrati sprovvisti di permessi di soggiorno vengono istituiti. A Trapani apre il Serraino Vulpitta, una struttura concepita per contenere 50 persone. Fin dalla sua creazione, il centro è teatro di rivolte e tentativi di fuga. Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre del 1999, dopo una rivolta scoppia un incendio. Tre persone muoiono nel rogo, altre tre perdono la vita in ospedale nei mesi successivi a causa delle ustioni.

Nel 2001 inizia un processo a carico dell’allora prefetto di Trapani Leonardo Cerenzia. Il prefetto, imputato per omicidio colposo plurimo, è assolto dal tribunale, una sentenza confermata anche nel 2005 dalla Corte di Appello di Palermo. Invece, il tribunale civile di Palermo riconosce successivamente la responsabilità dello Stato per i danni morali e patrimoniali subiti da due immigrati sopravvissuti all’incendio. E’ la prima volta che in Italia accade una cosa del genere. Una misura che è stata apprezzata dai due, ma che non rende giustizia ai danneggiati. Nessuno infatti ad oggi ha pagato per quella vicenda.

Vulpitta Residence, è il titolo del documentario di Martino Lo Cascio uscito nel 2008. Il film è stato girato otto anni dopo l’incendio, subito dopo la decisione di non commemorare più quella tragedia con la canonica manifestazione che si faceva ogni anno. La paura che cadesse tutto nell’oblio, racconta il regista, è stata la spinta per girare il film. Grazie anche a questo lavoro, oggi l’attenzione dell’opinione pubblica siciliana sulla realtà migratoria sembra maggiore, come ha commentato Martino lo cascio ai nostri microfoni. Nel documentario sono stai intervistati operatori e cittadini che hanno partecipato a quella tragedia, aiutando i ricoverati durante la difficile degenza, diffondendo le notizie con comunicati stampa, creando una rete di solidarietà. Come emerge dal film, a distanza di otto anni, i sopravvissuti all’incendio erano ancora profondamente segnati da quel fatto, alcuni hanno intrapreso un lungo percorso di psicoanalisi e molti di loro ancora non si fanno una ragione del fatto  che nessuno ha pagato per quello che è accaduto. Dei reduci dell’incendio, qualcuno è rimasto in Italia, altri sono andati all’estero, ma non tutti sono riusciti a riniziare una vita normale

E’ proprio per non dimenticare cosa è successo che a fine dicembre, a Trapani, sono stati organizzati una serie di eventi. Noi abbiamo sentito uno degli organizzatori di questi incontri, Fulvio Vassallo Paleologo. Ci dice che commemorare i fatti di 11 anni fà serve anche a combattere la banalità con la quale viene considerata oggi la detenzione amministrativa e collega il contesto d’allora a quello di oggi: nell’ultimo decennio, i tempi e i modi di confinamento per gli stranieri si sono allungati e moltiplicati. 11 anni fa’ venivano creati i CPT, oggi gli stranieri in situazione amministrativa irregolare possono essere rinchiusi dentro ai CIE per sei mesi, e in carcere per altri sei mesi, per reato di clandestinità. Gli organizzatori degli incontri di dicembre a Trapani, intendono anche alzare la voce contro l’apertura di un nuovo CIE in periferia di trapani, dove potrebbero essere rinchiuse oltre 200 persone. Al interno del CIE ci sarà anche un CARA, come ci ha spiegato Fulvio Vassalo Paleologo.

Per Valeria Bertolino, il confinamento e la gestione delle popolazione straniere sta diventato un vero e proprio business, per chi costruisce e anche per chi gestisce le strutture. Oltre al nuovo CIE, ci sono almeno 10 strutture a Trapani per i stranieri, tra centri di accoglienza per rifugiati e minorenni ed altri. Così, il consorzio Connecting people,che gestisce il Serraino Vulpitta ha il carico di altre 7 strutture soltanto a Trapani. Le istituzioni non hanno risposto a chi ha chiesto quanto è costato il nuovo CIE, ma di certo la gestione dell’immigrazione è diventata un bel mercato.

Per chi volesse avere una copia del film Vulpitta Residence si può scrivere direttamente all’autore a 1nonproprio@libero.it

Ospitti della puntata:
Fulvio Vassalo Paleologo
Valeria Bertolino
Martino Lo Cascio

Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati ed Elise Melot

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