La memoria fertile

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A fine dicembre l’ex-dittatore argentino Jorge Videla ? stato condannato al carcere a vita. Una sentenza importante, soprattutto per tutte quelle persone che hanno perso i propri cari durante la dittatura, come Hebe de Bonafini, presidente dell’organizzazione “Madri di Plaza de Mayo”. Ai microfoni di Democracy Now Hebe racconta la sua storia.

De Bonafini ha perso tre figli, uno fu rapito in strada, un altro in casa e un altro ancora durante un incontro. Nel giro di un anno e mezzo, dal 1977 al 1978, Hebe si trova senza figli. “A quei tempi” racconta “l’organizzazione “Madri di Plaza de Mayo” non esisteva, e noi andavamo in giro per le strade a cercare i nostri figli. Abbiamo deciso di fondare l’associazione il 30 Aprile del 1977, da quel momento non c’? stato un giorno che noi non siamo andate in Plaza de Mayo, la piazza che ospita il palazzo del governo”.

L’associazione, oltre ad andare sulle tracce dei desaparecidos, si occupa di costruire il paese che i loro figli dispersi sognavano, costruendo scuole e impegnandosi nella ricostruzione delle periferie pi? povere. “Non ? solo una questione di memoria” conclude Hebe “noi non guardiamo al passato per paralizzarci, ma perch? la memoria costituisca un terreno fertile su cui costruire.

Nel periodo della dittatura circa 30.000 persone scomparvero: venivano sequestrate od arrestate, portate in centri clandestini di detenzione, dove venivano torturate e, molto spesso, uccise; l’occultamento dei cadaveri avveniva anche in mare, con i voli della morte, ossia il trasporto delle vittime, spesso ancora vive, a bordo degli Hercules dell’esercito argentino e fatte precipitare nell’oceano o nel Rio de la Plata.

Ascolta l’intervista a Hebe de Bonafini realizzata da Democracy Now

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