Grecia: una barriera per impedire l’entrata di profughi

“La Grecia vuole recintare la sua frontiera terrestre con la Turchia per impedire il passaggio ai migranti”, cosi’ ha dichiarato il ministro greco della protezione del cittadino Christos Papoutsis in un’intervista rilasciata sabato scorso all’agenzia ANA. Nell’ ultimo anno, la Grecia è diventata la più importante porta d’entrata in Europa per i profughi e i migranti provenienti dal Medio Oriente -Afganistan, Irak – ma anche dall’Africa – Somalia, Algeria. Secondo le autorità, da febbraio a novembre del 2010, 33 000 persone hanno attraversato la frontiera turco-greca passando per il fiume Evros che fa’ da frontiera naturale tra i due paesi. A novembre scorso, l’agenzia europea Frontex ha inviato 200 uomini per aiutare le autorità greche a vigilare sulla frontiera, un’operazione che avrebbe avuto come risultato, secondo Frontex, un calo delle entrate sul territorio greco del 40%, passando da circa 250 entrate al giorno a circa 140. Una grande maggioranza dei migranti che entrano in Grecia sono richiedenti asilo e, per via degli accordi europei di Dublino 2, sono costretti a chiedere asilo in Grecia, il primo paese europeo nel quale sono entrati. Ora, la Grecia rilascia l’asilo a meno dell’1% deirichiedenti e non dispone di infrastrutture di accoglienza per i profughi, una situazione denunciata da tempo da numerose organizzazioni internazionali. E’ da più di un mese che un centinaio di profughi afgani, uomini, donne e bambini, sono accampati davanti all’università di Atene per chiedere l’accesso all’asilo. Oggi, sei di
loro hanno iniziato uno sciopero della fame e per protesta si sono cuciti le labbra.

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