Rifugiati somali: un freddo Natale

Sono circa 140 le persone costrette  a vivere in condizioni disumane presso l’ex-ambasciata somala di Via dei Villini, a Roma. Sono tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno, rifugiati o in protezione internazionale. Le denunce fatte in questi anni sono cadute nel vuoto. Oggi Medici per i diritti umani (Medu) rilancia un appello alle istituzioni: “Quel posto è l’inferno dei viventi”. Il 24 dicembre un presidio di solidarietà.

Arrivano in Italia e dopo un breve soggiorno nelle strutture di accoglienza per richiedenti asilo si trovano in mezzo a una strada, nonostante abbiano diritto ad un sistema di accoglienza da parte dello stato italiano. Il consolato e l’ambasciata del paese africano dilaniato dalla guerra civile ormai da tempo non fungono più da rappresentanze diplomatiche, le reti di solidarietà e sostegno per questo popolo sono poche e quasi completamente affidate al volontariato. Così i somali che arrivano nel nostro paese si ritrovano a cercare ricoveri di fortuna, come l’ex-ambasciata di via dei Villini, un vecchio stabile nel cuore di uno dei quartieri più prestigiosi della capitale. L’occupazione del palazzo è ormai nota, tant’è che molti dei suoi abitanti sono stati indirizzati verso questo posto sin dal loro sbarco sulle coste italiane.

Contattata dagli stessi abitanti, l’associazione Medici per i Diritti Umani ha istallato un unità mobile di assistenza socio-sanitaria all’interno dello stabile e ha lanciato un appello alle istituzioni affinché si individuino con urgenza soluzioni di accoglienza dignitose e percorsi di integrazione per i rifugiati somali. “La struttura (abbandonata dalla rappresentanza diplomatica somala agli inizi degli anni novanta) è in uno stato di gravissimo  degrado ed è in alcuni punti pericolante (balaustre, soffitti). Non vi è corrente elettrica né riscaldamento. Vi sono ovunque oggetti e mobilio in disuso, calcinacci e rifiuti accumulatisi nel corso degli anni dove circolano indisturbati i ratti. I pochi locali “vivibili” sono occupati da giacigli di fortuna dove i rifugiati sono costretti a vivere in uno stato di sovraffollamento e scarsa areazione” denuncia Medu.

L’ex- ambasciata di via dei villini era stata sgomberata a novembre, un’azione della polizia a cui però non aveva fatto seguito nessuna soluzione alternativa di accoglienza, così dopo qualche giorno le persone sono tornate ad occupare lo stabile. Il 24 dicembre, dalle 11 alle 13, un presidio davanti all’ambasciata somala promosso da Stalker, primavera romana e Medu,  sarà l’occasione per manifestare la solidarietà ai rifugiati somali anche attraverso la donazione di beni come coperte, pentole, vestiti, etc…

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