Roma: il razzismo in metropolitana è vigilante(s)

E’ bastato un gesto di stizza contro la macchinetta che si era mangiata l’abbonamento per scatenare l’intervento immediato dei vigilantes armati. I fatti risalgono a sabato pomeriggio in una stazione della metropolitana di Roma. Un gruppo di persone per lo più africane si accinge a fare il suo ingresso alla fermata metro di S. Paolo, ma uno di loro viene bloccato dai tornelli che non gli restituiscono l’abbonamento. La responsabile della stazione spiega candidamente che la macchina funziona bene. La tessera potrebbe essere rimasta bloccata nella macchina, ma per aprirla bisognerebbe chiamare i tecnici e l’operazione potrebbe richiedere tempo forse un’ora.  Il proprietario dell’abbonamento rimane esterrefatto. Per lui quella tessera è molto importante. E’ un richiedente asilo, non ha lavoro e non può permettersi di perderla. Lo spiega e lo rispiega ma una soluzione non sembra trovarsi. Ed ecco che interviene uno dei vigilantes armati. “Che cazzo stai a fà”…, la situazione si fa improvvisamente molto tesa. Urla, spintoni, atteggiamenti provocatori. La guardia armata è uno dei tanti dipendenti delle ditte private che hanno ottenuto l’appalto per la sicurezza nella metropolitana di Roma e non si fa problemi ad esternare il suo violento razzismo. “Negri di merda” urla rivolto agli africani. Una ragazza si mette tra lui e il gruppo, ma gli insulti piovono anche per lei: “mignotta che sta coi negri”. L’episodio ripreso dalle telecamere della video sorveglianza viene filmato anche da un video amatore che si trova nelle vicinanze, ma non sembra destare particolare riprovazione da parte dei colleghi del vigilantes e del personale presente in stazione. Del resto è stato lo stesso sindaco di Roma Gianni Alemanno ad esprimere più volte il suo pieno sostegno alla sorveglianza privata all’interno delle metropolitane. Lo scorso novembre il Comune di Roma ha annunciato un’ulteriore “task force per la sicurezza”, dando il via libera all’inserimento di guardie giurate armate nella già corposa squadra privata di sorveglianza composta da 420 agenti e da 11 pattuglie itineranti. Grazie ai controlli e alla video sorveglianza, hanno sottolineato i vertici dell’ATAC, (l’azienda trasporti della capitale), “dal gennaio del 2010 sono stati allontanate 9.948 persone che chiedevano l’elemosina e 2.604 persone moleste”.
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