Elezioni in Kosovo: sospetto di brogli.

Si sono tenute ieri in Kosovo le prime elezioni dopo la dichiarazione di indipendenza. Dai dati attualmente resi pubblici, nessuno dei quali ha però ricevuto conferma ufficiale, il PDK, partito del premier uscente Hashim Thaci, avrebbe ottenuto la maggioranza relativa ma non quella assoluta, dovendo quindi cercare alleanze per formare un governo. Principali candidati a ricoprire il ruolo di ago della bilancia sono l’LDK di Isa Mustafa e il movimento Vetevendosje, promotore di contenuti nazionalisti in ottica “pan-albanese” e anti-europeista che sta risquotendo importanti successi facendo leva sulla difficile situazione socio-economica del paese.

L’economia del Kosovo versa in una situazione decisamente difficile con i tassi di disoccupazione che raggiungono picchi del 50%, colpendo particolarmente i più giovani. Altro tema scottante che chiunque vada a formare il nuovo governo dovrà senz’altro affrontare è il rapporto con la componente serba che vive in Kosovo, il controllo della parte nord del paes, di fatto in mano alle autorità serbe e le stesse relazioni con Belgrado. E’ questo un punto dirimente particolarmente caro a Bruxelles per sbloccare i processi di integrazione all’Unione di entrambi i paesi.

Sull’esito delle elezioni, che si sono svolte in clima di sostanziale serenità, pesa intanto l’accusa di brogli, mossa dalla maggioranza delle forze di opposizione, che denunciano la forte possibilità che pesanti irregolarità abbiano avuto luogo in particolare nella regione di Drenica, Skenderaj e Gllogovc, storica roccaforte del partito di governo PDK.

Sulle elezioni in Kosovo leggi anche l’articolo di Raffaele Coniglio

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