Uniti contro la crisi: assemblea verso il 14

Si è tenuta ieri nelle aule di Lettere alla Sapienza l’assemblea di “uniti contro la crisi” in vista delle manifestazioni previste per il 14 dicembre. L’assemblea, affollata, ha rilanciato sul ruolo di movimenti e sindacati e sull’importanza che la sfiducia a questo governo venga sancita dalle forze sociali, indipendentemente dall’esito delle votazioni parlamentari. La giornata sarà caratterizzata dall’assedio simbolico ai palazzi governativi, presso i quali confluiranno diverse manifestazioni.

Pur ritenendo importante la caduta di Berlusconi, come sottolinea più di un intervento, la giornata del 14 sarà un’occasione per continuare il percorso che traccia un filo conduttore tra esperienze di lotta e di mobilitazione apparentemente distanti, che vanno da Terzigno a L’Aquila, dalle vertenze per i beni comuni ai metalmeccanici della Fiom, passando naturalmente per le lotte degli studenti, che non a caso ospitano l’assemblea in questa fase cruciale.

L’assemblea, rivendicando un percorso che ha trovato nel 16 ottobre una data importante, sottolinea la propria sfiducia incondizionata alla politica istituzionale, auspicando una nuova fase di partecipazione, fuori dalle logiche della rappresentanza. La parola d’ordine del 14, riprendendo il lemma ricorrente in Argentina durante le rivolte del 2001, e tracciando quindi anche una linea di continuità ideale tra le due esperienze, sarà: Que se vayan todos!

Ascolta gli interventi:

Marina, studentessa di filosofia, Rete Uniriot

Gianni Rinaldini, “La Cgil che vogliamo”

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