Costa d’Avorio: due presidenti per un solo paese

Il fine di settimana è stato molto agitato in Costa d’Avorio, in seguito all’annuncio giovedì scorso dei risultati elettorali. Venerdì mattina, il Consiglio costituzionale ha ribaltato i risultati annunciati dalla Commissione elettorale, proclamando la vittoria di Gbagbo con il 51.45% dei voti ai danni del rivale Ouattara, dichiarato in un primo momento il vincitore. Sabato, nel palazzo presidenziale, Laurent Gbagbo ha prestato giuramento, mentre Ouattara facceva lo stesso in una lettera indirizzata al Consiglio costituzionale. L’autorità del Consiglio è messa in dubbio dai sostenitori di Ouattara. L’ONU, insieme agli Stati Uniti, all’Unione Europea, alla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale hanno approvato il risultato proclamato dalla CEI e riconosciuto la vittoria di Ouattara. Sabato, l’Unione Africana ha inviato ad Abidjan l’ex presidente sudafricano Thabo Mbeki in qualità di mediatore. Mbeki ha incontrato Gbagbo e Ouattara ma anche Youn-jin Choi, rappresentente speciale dell’ONU in Costa d’Avorio, ma nessuna soluzione è stata finora trovata. Sottolinenado la gravità della situazione, Mbeki ha fatto appello a tutti gli ivoriani affinché scongiuriono un “ritorno alla guerra”. Già questo fine di settimana si sono verificati violenti scontri ad Abidjan e nei dintorni, con la morte di almeno 2 persone. Secondo l’agenzia AFP, 300 ivoriani si sono rifiugiati in Liberia per paura delle violenze. La Costa d’Avorio, a lungo spaccata in due da una guerra civile, attendeva le elezioni presidenziali da dieci anni. Le elezioni, il cui primo turno si è svolto lo scorso 31 ottobre, erano state programate nel 2005 e poi rinviate 6 volte. Laurent Gbagbo è da 10 anni alla guida del paese.

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