Svizzera: via le “pecore nere”

Espulsione immediata per i migranti che commettono reati gravi e hanno ottenuto una condanna definitiva. Chi sarà allontanato, non potrà rientrare in territorio svizzero per cinque anni. La legge è stata approvata il 29 novembre scorso tramite referendum con il 52,9% dei si.
Tra le due proposte referendarie, Udc e governo, è stata la prima, promossa dal partito conservatore Udc (Unione Democratica di Centro), a ottenere la vittoria. Christoph Blocher, leader del partito, aveva creato uno slogan e una campagna pubblicitaria ad hoc per promuovere l’approvazione del referendum: “Via le ‘pecore nere’ dalla Svizzera”.
Violenza sessuale, rapina, traffico di sostanze stupefacenti, tratta di esseri umani e, infine, truffa agli istituti pubblici di previdenza sociale. Questi sono i nuovi capi d’imputazione che daranno vita a provvedimenti di allontanamento coatto immediato.La misura non tiene conto di alcun caso di circostanze particolari come il tempo di permanenza nel Paese – chi ci vive da anni verrà trattato come chi ci vive da mesi – o dei matrimoni misti e del diritto al ricongiungimento familiare.
Si sta facendo ogni giorno più difficile la vita per gli stranieri in terra elvetica, attualmente il 21,7 percento dei sette milioni della popolazione totale. Allo stato delle cose, infatti, le espulsioni annuali varierebbero dalle 350 alle 400. Con la modifica costituzionale dell’Udc il numero dei rimpatri potrebbe aumentare a 1500, mentre salirebbe a circa 800 in caso si affermasse la proposta governativa. Le città della piccola nazione europea si stanno riempiendo di manifesti denigratori nei confronti dei migranti. Fra di essi anche i cittadini membri dell’Unione Europea, di cui la Svizzera non fa parte, e, quindi, gli stessi italiani diventati, nell’immaginario del partito di estrema destra, un gruppo di topi che rosicchiano una forma di Emmentaler.
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