Costa d’Avorio: sale la tensione in vista del ballottaggio

Domenica prossima, il 28 novembre, gli ivoriani andrano alle urne per eleggere il nuovo presidente del paese. Un’elezione storica, indetta per la prima volta nel 2005 e rinviata per sei volte consecutive. Dopo il primo turno che si è svolto il 31 ottobre, i candidati rimasti per questo secondo turno sono Laurent Gbagbo, del Front Populaire ivoirien e al potere dal 2000 e Alassane Ouattara, leader del Rassemblement des Républicains. Le elezioni arrivano dopo dieci anni di scontri e guerra civile, con il paese fisicamente diviso in due, e si sono svolte fino al primo turno in un clima di relativa tranquillità. Nelle ultime fasi della campagna elettorale si sono registrati però alcuni episodi di tensione e rimane forte il timore di scontri all’annuncio dei risultati finali. Giovedì sera i candidati si sono confrontati in un dibattito televisivo cordiale, in contrasto con le accuse di aver causato la guerra civile, che fino a pochi giorni prima si rinfacciavano. Laurent Despas, giornalista e direttore del sito koaci.com e che abbiamo raggiunto per telefono, ci ha detto che “dopo l’evento televisivo dei candidati il clima nel paese è sereno”. Una settimana fa ad Abidjan, l’attaco della sede di un partito che sostiene la candidatura di Ouattara ha provocato il ferimento di 20 persone. Il giornalista Laurent Despas era presente ed è rimasto ferito, “devo la vità ad una donna che mi ha protetto, racconta, invece i caschi blu che hanno visto la scena non hanno mosso un dito”. Secondo il giornale Le Monde, un giovane sostenitore di Gbagbo è stato ucciso ieri nel ovest del paese, durante scontri tra sostenitori dei due candidati. Gbagbo ha annunciato un copri fuoco domenica sera, dopo la chiusura dei seggi mentre il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha deciso di rafforzare la presenza di caschi blu sul territorio ivoriano, trasferendo 500 uomini e un’unità aerea in missione in Liberia.

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