Il segreto nucleare che minaccia l’Italia

Nell’aprile del 2009, in quello che sarebbe stato definito uno storico incontro, Barack Obama annunciava durante un vertice della Nato l’intenzione degli Stati Uniti di fare decisivi passi in favore della riduzione degli armamenti nucleari. Un annuncio che pochi mesi dopo gli sarebbe valso il premio nobel per la pace ma che non avrebbe tardato ad essere smentito. A poco più di un anno dalla consegna del riconoscimento la conferma arriva dallo stesso Obama che, alla conferenza stampa del vertice Nato chiusosi il 21 novembre a Lisbona, ha dichiarato : “L’alleanza resterà un’alleanza nucleare e gli Stati Uniti manterranno un efficiente arsenale nucleare per assicurare la difesa di tutti i suoi alleati”. Uno degli aspetti più preoccupanti della strategia statunitense è il progetto di riunire in unico paese tutti gli ordigni nucleari della Nato presenti nel blocco europeo e attualmente custoditi in 5 paesi: Germania, Belgio, Olanda, Italia e Turchia. L’ipotesi più accreditata è che la destinazione del mega arsenale nucleare sia proprio l’Italia e in particolare la base di Aviano. Nel summit della Nato che si è svolto ad aprile del 2010 il governo italiano non ha espresso nessuna posizione rispetto a questa ipotesi e questo farebbe presupporre l’esistenza di un accordo segreto in base al quale l’Italia garantirebbe la propria disponibilità al trasferimento sul proprio territorio dell’intero arsenale. Un accordo sul quale né il parlamento, né tantomeno la società civile avrebbero diritto ad esprimere la propria opinione. “Il pericolo più concreto” commenta Manlio Dinucci, saggista ed esperto di questioni militari, “è quello di una lesione grave nei confronti della democrazia. Ci impediscono di avere voce in una questione da cui dipende il nostro futuro”.

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