Turchia: centinaia di minori curdi detenuti.

Può bastare un lancio di sassi o l’aver scandito slogan di protesta in lingua curda per essere arrestati. In Turchia un emendamento alla legge anti terrorismo del 2006 ha portato nelle carceri centinaia di minorenni, in larga parte curdi.

I ragazzini, in maggioranza di circa 15 anni ma in alcuni casi anche solo di 12, vengono arrestati e processati spesso davanti a tribunali speciali anti-terrorismo e non davanti alle corti minorili ed altrettanto spesso vengono condannati per sostegno o favoreggiamento del PKK (il partito dei lavoratori curdi, considerato organizzazione terroristica) con pene fino a 5 anni da scontare in carceri per adulti. Una realtà che ha scatenato proteste internazionali e sopratutto dell’ Unione Europea, spingendo Ankara ad emendare nuovamente la legge restringendone il campo d’applicazione e diminuendo le pene minima e massima per i minorenni. Tuttavia la modifica non sembra aver cambiato sostanzialmente le cose, i processi già conclusi non sono stati riesaminati ed i numeri dei detenuti bambini  non sono di molto cambiati. Tutto questo emerge da un dossier pubblicato nei giorni scorsi  dell’ Osservatorio Iraq,  realizzato anche grazie all’aiuto ed ai dati delle organizzazioni turche per i diritti umani, che hanno portato il problema all’attenzione anche delle istituzioni europee.

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