Studenti entrano al Senato, contro la Gelmini per “riprendersi il futuro”.

Mentre alla Camera si discute l’approvazione della riforma Gelmini gli studenti moltiplicano il proprio sforzo di mobilitazione, radicalizzando le forme di protesta. Già ieri sera sono state occupate numerose facoltà in tutto il paese e oggi nuovi cortei hanno invaso le strade delle città per ribadire l’indisponibilità a mediare sulla riforma.
Le modalità di protesta sono come sempre originali e difficili da inscrivere in schemi preconfezionati: stamattina a Roma gli studenti, dopo aver attraversato la città in corteo, non soddisfatti di stazionare davanti Montecitorio, si sono recati al Senato, dove alcuni ragazzi sono riusciti ad entrare, per poi essere ricacciati fuori.
Va sottolineato l’atteggiamento “low profile” delle forze di polizia, in altre occasioni ben più determinate nel respingere le eccedenze del movimento studentesco, atteggiamento che gli stessi studenti riconducono alla debolezza e vulnerabilità del Governo, sia su questi temi sia nella fase politica generale.
E’ molto difficile in questo momento immaginare quali possano essere le prossime mosse del movimento, e tantomeno quali le possibili reazioni governative. E’ però fuor di dubbio che gli studenti respingono al mittente le critiche di strumentalizzazione da parte della sinistra che il Governo a più voci ribadisce da tempo:”la lotta contro la riforma Gelmini è una battaglia trasversale per riappropriarsi del futuro”.

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