vendesi armi appassionatamente

Dal 1990 la vendita di armamenti a paesi esteri è regolamentata in Italia dalla legge 185, con l’obiettivo di garantire un controllo del Parlamento sul settore e di assicurare la maggiore trasparenza possibile. Considerata spesso un intralcio dai produttori di armi, la legge rischia oggi di essere stravolta dall’azione del governo. Lo scorso 17 settembre il consiglio dei ministri ha annunciato una legge delega che affiderebbe al governo il compito di rivedere l’impianto stesso della 185, con la scusa del recepimento di una nuova norma comunitaria. Un colpo di mano che rischia di fare carta straccia del principio della trasparenza eliminando di fatto i controlli sul tipo di armi esportate, la quantità e i paesi di destinazione. La proposta capita in un momento particolarmente propizio per l’export italiano nel settore. Nel 2009 si è registrato un +60 per cento nelle autorizzazioni al commercio di armi con l’estero, per un totale di 4,9 miliardi di euro. Elicotteri mangusta, fucili a pompa, sistemi di puntamento, missili terra aria… nel ramo armamenti l’Italia vanta diversi poli d’eccellenza e il mercato si sta sempre più allargando a paesi caratterizzati da instabilità politica o conflitti più o meno latenti. “Nel 2009” spiega Giorgio Beretta della Rete italiana per il Disarmo “la meggiore commessa autorizzata è stata quella a favore dell’Arabia Saudita, per un valore di oltre 1 miliardo di euro. Due anni prima era stata invece la vendita di elicotteri Mangusta alla Turchia, effettuata in momento in cui la Turchia stava intervenendo militarmente nel Kurdistan iracheno. Tre anni fa il primato era andato ai missili terra aria venduti al Pakistan”. La legge 185, sottolineano le associazioni della società civile, avrebbe bisogno di una riforma in senso positivo, con l’introduzione di accorgimenti che permettano di aumentare il grado di controllo sulle transazioni effettuate e di colmare le lacune attraverso cui oggi si riesce ad aggirare il principio della trasparenza. La proposta del governo sembra invece puntare nella direzione esattamente opposta, rendendo sempre più difficile la possibilità di ottenere informazioni.  Non è un caso, sottolinea Beretta, che si voglia far passare la riforma di soppiatto, attraverso un articolo contenuto nella legge comunitaria, che normalmente è usata solo per recepire le direttive europee. Contro la delega al governo per la riforma della legge sulle esportazioni militari la Rete italiana per il Disarmo e la Tavola della Pace organizzano questo martedì un sit in davanti al Senato.

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