Quando la memoria cade a pezzi

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Radio La Tribu, Buenos Aires 

La Defensorìa del Pueblo argentina ha lanciato l’allarme sullo stato di deterioramento dei centri clandestini di detenzione e tortura. Gli spazi sono sotto la gestione dell’istituto “Espacio por la memoria”, che opera grazie ai finanziamenti del governo di Buenos Aires. La legislatrice per la Coaliciòn civica Rocìo Sanchez Andìa ha realizzato un’inchiesta sullo stato di conservazione dei centri clandestini e ha denunciato una gestione inadeguata, portata avanti attraverso misure inesistenti. In particolare la legislatrice punta il dito sulle scelte del capo del Governo della città di Buenos Aires Mauricio Macri, accusandolo di tagliare i fondi per la conservazione degli edifici e di fare una politica inesistente nel settore sociale.
Spazio di trasmissione della memoria, i centri di detenzione sono una traccia della dittatura di Videla, quando decine di migliaia di persone, sospettate di appartenere ad organizzazioni studentesche, sindacali, politiche o che si ritenesse potessero svolgere una qualsiasi attività che interferisse con la politica marziale della Giunta militare furono arrestate, torturate e segretamente uccise in questi centri.

Ascolta l’intervista a Rocìo Sanchez Andìa realizzata da Radio La Tribu

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