Veneto: una superstrada in nome dell’emergenza

A ottobre è stato approvato il progetto definitivo della Pedemonata veneta, una superstrada di 95 chilometri che potrebbe alterare la già precaria realtà idrogeologica del territorio. “E’ per fronteggiare l’emergenza traffico” dichiara la Regione. “Non esiste nessuna emergenza, e mancano adeguate valutazioni di impatto ambientale” ribattono i comitati cittadini. “La Regione Veneto cavalca il concetto dell’emergenza per costruire una nuova superstrada”. E’ la denuncia del Comitato difesa salute e territorio (Cdst), che proprio in questi giorni ha presentato al Tar del Lazio un ricorso contro il progetto della Pedemontana veneta. La storia è vecchia, risale ormai a venti anni fa, quando è stata scritta la prima bozza di progetto, ma da settembre di quest’anno la messa in atto della maxi-opera sembra diventare sempre più vicina. Il processo che ha portato a un velocizzarsi del percorso di approvazione del progetto è iniziato nel luglio 2009, quando, ricorda il Cdst, è stata decretata una “fantomatica emergenza traffico”. Sulla base di questo provvedimento il Consiglio dei Ministri ha nominato come commissario straordinario Silvano Vernizzi, ingegnere della Veneto S.p.a., società di capitale misto pubblico – privato che gestisce le strade della regione, garantendo il passaggio dall’Anas agli enti regionali. “Dopo la dichiarata emergenza abbiamo fatto verifiche presso province e Comuni” dichiara Massimo Maria Fallesa, architetto e membro del Cdst “non esiste nessuna dichiarazione da parte degli enti territoriali di richiesta dell’emergenza: è stato un atto univoco della Regione Veneto”. Dal 2009 Vernizzi, oltre ad avere garantito l’attuazione del progetto della Pedemontana veneta, ha approvato una decina di infrastrutture oggi ai blocchi di partenza, sempre in nome dell’emergenza.

Il progetto della Pedemontana veneta prevede la realizzazione di una superstrada larga 24,5 metri (mezzo metro più stretta di un’autostrada), lunga 95 chilometri (di cui otto di gallerie), a cui si aggiungono altri quaranta di svincoli e complanari. Un nastro di asfalto di due milioni e trecentomila metri quadri, piu i caselli e le rotatorie. Il Cdst denuncia valutazioni di impiatto ambientali fatte in maniera superficiale, senza un’adeguata analisi del quadro idrico.

“Il progetto si sviluppa con una trincea interrata con una profondità massima di nove metri” spiega l’architetto Fallesa “sottraendo area agricola e interferendo con il sistema delle risorgive (ndr: meccanismo che permette all’acqua che piove in quota di riemergere in pianura), favorendo così l’insorgere delle alluvioni”. Nonostante i numerosi dubbi avanzati da architetti e urbanisti, la commissione tecnica alla fine di settembre ha approvato il progetto definitivo, mentre nel frattempo il Presidente del Consiglio prolungava l’incarico del commissario Vernizzi. Quando, i primi di ottobre, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto l’atto di approvazione del progetto definitivo da parte del commissario, il Cdst si è messo subito in moto per bloccare l’opera: “l’8 novembre abbiamo depositato ricorso al Tar del Lazio, ci sono una sessantina di ricorrenti, ora aspettiamo una risposta” conclude Fallesa. Oltre al danno ambientale, la popolazione veneta denuncia anche un problema di gestione delle risorse pubbliche, perchè la Pedemontana veneta prevede un meccanismo finanziario insolito. Il promotore del progetto ha fatto una convezione economica con l’esecutore per un costo complessivo di due miliardi di euro circa, di questa somma più di un miliardo e trecento milioni è il costo effettivo dell’opera, mentre il resto costituisce una somma a disposizione. Questo denaro è quasi completamente a carico dell’esecutore, che vedrà un ritorno solamente attraverso i pedaggi, e già oggi si parla di un costo per i pedaggi tre volte superiore ai valori normali dell’autostrada. La cittadinanza dunque denuncia una privatizzazione della mobilità, perchè di fatto nella regione si sta via via impedendo la viabilità gratuita. Ma non solo, la vicenda è aggravata dalla condizione a cui si è sottoposta la regione, che si è presa l’onere di integrare le perdite che il soggetto privato può avere in caso di scarsi pedaggi, quindi l’esecutore è trattato come un appaltatore normale, con capitale di rischio azzerato, anche se l’appalto non è mai esistito. Una deroga finanziaria consentita , ancora una volta, dal carattere emergenziale del progetto. Si è calcolato che per andare a bilancio positivo i veicoli transitanti dovrebbero essere quarantamila, mentre mediamente sulla via straordinaria che c’è adesso ne transitano circa la metà. Morale: per remunerare l’opera è necessario aumentare il traffico. Ma anche di questo aspetto la valutazione di impatto ambientale del progetto non dice nulla.

5 Comments

  1. Nicola said:

    finalmente iniziano i lavori! speriamo finiscano presto perchè c’è assoluto bisogno di questa opera.

  2. Stefano said:

    Non so se ci sia veramente una emergenza traffico in veneto. Purtroppo però se non si ricorre a questi escamotage in Italia non si fa niente e anche il passante di mestre non sarebbe ancora finito. Troppa burocrazia. Ma la gente vuole i fatti e non le parole. Dovrebbero far così anche per il completamento della valsugana

  3. Massimo Follesa said:

    Finalmente iniziano i lavori, solo così si fa qualcosa!!! di sicuro cosìavremo un’opera a titale carico delle tasche dei residente che oltre ad avere i pesi dovranno pagarsela con le imposte regionali per coprire un disastroso progetto di finanza il quale oltre a prevedere il rimborso dell’appaltotore im maniera inversamente proporzionale alla quantitò di traffico che utilizzerà l’opera costituirà un peso fuori bilancio sulle casse regionali si potrà arrivare a dover retribuire il costruttore dino a quasi 20 milioni di euro all’anno per 39 anni e oltre. dove troveremo le risorse per fare l’ordinario e lo straodinario che ad esempio l’ultima alluvione ci ha imposto, come pure le restanti decine di strade in progetto. una seconda osservazione a chi ha commentato va nella direzione che vuole far capire a chi a commentato che tutti ma dico tutti i contrari a questo autostrada pedemontana veneta chiedono le strade, ma quelle che servono e che sono giuste, mi spiego semplicemente con due esempi: 1 nella valla dell’ Agno tratto ovest dell’arteria per risolvere i problemi di viabilità locale basterebbero 8 km di completamento di una superstrada esistente per arrivare in A4 spesa complessiva 160mln contro i quasi 700 mln per fare l’equivalkente tratto della pedemontana ovesta con due gallerie di quasi 8 km. 2 se la regione avesse attuato il progetto approvato da tutti i sindaci del 2001 approvato con una specifica norma nella finanziaria del 2000 adesso avremmo gia la superstrada pedemontana veneta con 44 accessi , 70 km di sviluppo e collegate l’A31 con l’A27 invece la Regione e le province di TV e VI (Galan Zaia e Dal Lago) hanno brigato e fatto perdere 10 anni al Veneto.

  4. Gerardo said:

    Speriamo che i lavori non inizino mai. Ci stiamo già rovinando la salute così, abbiamo già la nostra dose di PM10, benzeni e solventi in valle dell’Agno. Non abbiamo bisogno di un’opera che faccia guadagnare pochi e ammalare molti, abbiamo solo bisogno di circa 6 km di strada, per un costo di circa 300 milioni. Tutto il resto è speculazione…è ce n’è tanto di “resto” per arrivare a 2 miliardi di euro. Purtroppo è sempre l’Italia dei furbetti, chi paga non viene toccato dalla super-auto-non-si-sa-più-cosa-sia strada mentre i comuni non fanno niente per tutelare gli espropriati e allargano le braccia dicendo che ormai non c’è più niente da fare. In realtà si potrebbe fare ancora molto, per esempio i nostri sindaci potrebbero restituire le fasce tricolori per far capire che non sono d’accordo…ma sono troppo affezionati alla loro poltrona. It’s the same old story!

  5. marcella Corò said:

    Sono pienamente d’accordo col sig. Gerardo, vorrei sentire dai sigg,.Nicola e stefano a quale “assoluto bisogno”farebbero riferimento se si trovassero nei panni di chi ha subito l’alluvione, che NON è il frutto di eventi metereologici eccezionali ma dello stravolgimento operato dall’uomo sul territorio, anche costruendo tantissime nuove strade ed autostrade inutili !!io so cosa è il Passante perché ci abito vicino: a me ha cambiato in peggio la vita e non mi sento certo ricompensata dall’aver recuperato qualche decina di minuti in più nei miei spostamenti, che, se posso, evito. La soluzione del problema della mobilità delle persone e delle cose deve trovare altre “strade” ; si dovrebbero risistemare prima di tutto le arterie esistenti, attuando collegamenti o riconformazione dei sedimi anche con poca spesa, creando un sistema di INTERMODALITA’ che privileggiasse il trasporto pubblico, per le persone, ed il treno e l’acqua per le merci.Si dovrebbe rimettere in moto tutta la rete ferroviaria già esitente che permea come capillari di un tessuto che potrebbe ritornare vivo, tutta la nostra regione, e che invece è in completo degrado …. finora si è operato distruggendo e cementifando più che nel resto del nostro e di altri paesi, ricavandone sostanzialmete la perdita di un patrimonio di risorse costituito da suolo fertile e colture DOC, acque abbondanti e di ottima qualità, aree di interesse storico achitettonico e paesaggistico che all’estero ci invidiavano e che potevano essere fonte di reddito (turismo , iniziative culturali…. ) ci ritroviamo assediati da un livello di inqinamento atmosferico che mina la salute,specie dei nostri BAMBINI; stanno aumentando i tumori nelle fasce giovanili e le malformazioni fetali causa le sostanze inquinanti che immettiamo anche attraverso il traffico( centinaia di studi medico- scientifici auterevoli lo dimostrano ),la nostra pianura padana è una delle rigioni più inquinate della Terra (vedi una famosa foto satellitare che sta girando in internet) ….VOGLIAMO CONTINUARE COSI’ ? quando sento parlare di “assoluto bisogno” di nuove strade, mi chiedo se le persone che parlano in questo modo abbiano consapevolezza di quanto succede loro intorno …. e non aggiungo altro …. grazie .

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