Terzigno: riprendono gli sversamenti, i comitati insorgono

Lo sversamento di rifiuti a Cava Sari può riprendere, così come il transito degli autocompattatori. Le ordinanze dei sindaci di Terzigno e Boscoreale infatti sono state annullate a causa de “l’infondatezza dell’allarme legato alle sostanze inquinanti”. Ma i comitati territoriali diffondono i risultati di una inchiesta della commissione parlamentare che svelano l’opposto. E intanto una commissione europea si prepara a far visita al vesuviano.

La revoca è stata letta il 19 novembre dal consiglio comunale di Terzigno e porta la firma del primocittadino Domenico Auricchio: gli sversamenti possono riniziare. Il provvedimento giunge dopo un’indagine della procura di Nola, che arriva alla conclusione che tra e la presenza dell’attuale discarica non c’è collegamento.Un concetto che, peraltro, gli stessi comitati di Terzigno e Boscoreale hanno sottolineato più volte, evidenziando come l’inquinamento della falda profonda sia da attribuire alle gestioni precedenti della discarica, che per trent’anni ha accolto rifiuti industriali e tossici.

«Questi amministratori non sono in grado di gestire la situazione», hanno detto i gruppi civici di Terzigno presenti al coniglio comunale, che hanno abbandonato l’aula in segno di protesta. Prima di farlo però uno dei presenti ha letto pubblicamente le trascrizioni di una riunione della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Questi documenti, sconosciuti fino a oggi e messi agli atti dal consiglio comunale, raccolgono dichiarazioni del procuratore Paolo Mancuso di Nola, lo stesso responsabile dell’indagine sul sindaco Auricchio. “La provincia di Napoli […] ha trovato una serie di inadempienze anche abbastanza gravi e significative per quanto riguarda il pericolo di infiltrazione nel terreno dei reflui, di percolati vari e così via”. […]” si legge nella trascrizione della riunione, “Io spero che di tutto questo non venga a diffondersi notizia nella cittadinanza. Lei sa quale densità di abitanti, insieme ad altri insediamenti produttivi altrettanto inquinanti, vive in quel posto” risponde Mancuso.

E intanto la mattina del 21 novembre è arrivata a Napoli una delegazione della Commissione europea per investigare sull’emergenza rifiuti in Campania. La missione dei tecnici, guidata dalla direttrice della dg Ambiente Pia Bucella, intende fare il punto della situazione dopo la condanna dell’Italia da parte della Corte europea di giustizia per il mancato rispetto delle regole comunitarie sulla gestione dei rifiuti. La missione occuperà i tecnici Ue per due giorni.

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