Madagascar: incertezza dopo il tentativo di golpe

La situazione politica in Madagascar rimane ancora incerta, dopo il tentativo di golpe messo in atto mercoledì da un gruppo di ufficiali agli ordini del generale Rakotonandrasana. I dissidenti sono asserragliati all’interno della caserma di Ivato, nei pressi dell’aeroporto nazionale di Nantanarivo, e hanno tentato di rovesciare il governo provvisorio di Andry Rajoelina, salito al potere, nel marzo del 2009, proprio grazie all’appoggio delle forze armate. Il momento di maggior tensione è stato quando migliaia di manifestanti che sostengono l’ex presidente Ravalomanana hanno costruito delle barricate nella strada che conduce all’aeroporto. Immediato l’intervento dell’unità speciale delle forze di sicurezza (l’Emmo-reg), che con l’intento di disperdere la grande massa di persone ha lanciato lacrimogeni e ha sparato diversi colpi di avvertimento. Nelle ore successive l’esercito ha circondato la base, mentre questa mattina il ministro della difesa ha trasmesso un messaggio tramite i media, per invitare le famiglie che vivono nelle vicinanze della base ad allontanarsi e trovare un posto più sicuro. L’azione dei golpisti comunque non sembra aver avuto molto successo, visto che nel resto del territorio non si sono ancora verificati disordini. Intanto, dalla mattinata di mercoledì, è in corso la votazione per il referendum costituzionale, che prevede fra l’altro l’abbassamento a 35 anni dell’età limite per l’eleggibilità del presidente, provvedimento che permetterebbe a Rajoelina di candidarsi alle presidenziali. Nonostante la situazione sia critica, il tutto sta procendendo senza problemi, con un’ affluenza intorno al 40%. Rimangono dei dubbi sulla reale volontà dei ribelli, che inizialmente sostenevano di voler prendere il controllo del paese, e in seguito hanno ridimensionato le loro ambizioni, definendo il loro atto una semplice denuncia dell’eccessivo controllo operato dal mondo politico sull’esercito.

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