A Lisbona la NATO, a Londra manifestazione contro la guerra

In contemporanea con il vertice NATO iniziato venerdì a Libona, Londra si prepara per una grande manifestazione contro la guerra. Sabato 20 novembre nella capitale britannica sono attesi decine di migliaia di attivisti per ribadire il rifiuto della partecipazione britannica sugli scenari di guerra statunitensi. “Ci hanno ripetuto fino all’ossesso che in Afghanistan si stanno ottenendo tangibili miglioramenti” si legge su un comunicato della Stop the  war coalition. “La realtà è che il 2010 è stato il perggior anno in assoluto per numero di vittime tra i civili”. Il paese sottolineano le organizzazioni che daranno vita alla manifestazione di sabato, diventa sempre meno stabile e la resistenza contro l’occupazione non fa che crescere. Tra gli ospiti d’onore del corteo, figura Joe Glenton, l’ex soldato finito in carcere perché si è rifiutato di tornare in Afghanistan per combattere quella che ritiene “una guerra ingiustificata”. Questa mattina, dopo essere stato intervistato dalla BBC, Glenton si è recato a Downing Street, la residenza del premier, per restituire la medaglia al valore che lo stesso esercito gli aveva dato per la partecipazione alla missione afghana. Insieme alla medaglia l’ex soldato della corona, consegnerà al primo ministro David Cameron  anche una lettera sottoscritta dai familiari dei soldati per richiedere l’immediato ritiro delle truppe. Il governo britannico, ribadisce la Stop the war coalition, ha annunciato onerosi tagli alle spese destinate al sociale, ma mantiene intatto i’esorbitante budget di guerra, che dal 2001 è giù costata ai contribuenti inglesi 20 miliardi di sterline (24 miliardi di euro). La guerra in Afghanistan non sarà però l’unico argomento in discussione nel corso del vertice della Nato di Lisbona. Nell’agenda figura anche un altro argomento scottante con dirette implicazioni per l’Italia: lo stoccaggio delle testate nucleari americane in Europa. Attualmente sono infatti 5 i paesi che ospitano gli ordigni atomici della Nato: Germania, Belgio, Olanda, Italia e Turchia. Secondo un rapporto dell’aviazione statunitense, ci sarebbe però l’urgenza di raggruppare in un unico paese l’intero arsenale nucleare e l’Italia,  in  particolare la base di Aviano, sarebbe la località più idonea.

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