No Tav: i comitati in lotta vengono a Roma

Si è cominciato a parlare di una linea di treno ad alta velocità -TAV- Torino-Lione nel 2002. I binari di questa nuova linea dovrebbero percorrere la Val di Susa, già solcata da un’autostrada e da linee feroviarie. Il progetto appare del tutto inutile agli abitanti della valle, giacchè oggi si può arrivare a Lione in treno partendo da Torino in meno di 4 ore. Il collegamento ferroviaro già esistente è in più sotto utilizzato, ci racconta Maurizio Picciani, del comitato NO TAV Spinto dal BASS: “per il trasporto di merce, la linea è utilizzata solo al 30 % del suo potenziale”. La posta in gioco per le aziende che partecipano al progetto è però alta: per questo cantiere lo Stato dovrebbe sborsare “tra i 16 e i 20 millardi di euro”, commenta Maurizio Picciani, “un vero e proprio spreco di soldi pubblici per un’opera inutile”. Inoltre, questo cantiere avrebbe delle conseguenze ambientali devastanti: scavando le gallerie sarà rilasciata nell’aria polvere di amianto e oggi sappiamo bene che impatto sanitario avrebbe sulla popolazione locale questa polvere. E’ quindi dal 2002 che la popolazione della valle si mobilita contro il cantiere, ottenendo grandi risultati, giacchè fino ad oggi il cantiere non è stato avviato. Ci sono stati più tentativi per farlo cominciare, come l’inverno scorso, durante i tre primi mesi del 2010, quando le attrezzature per fare i primi carotaggi sono arrivate nella valle, scortate da centinaia di forze di polizia. Il libro Fuochi nella notte, pubblicato dal comitato NO TAV Spinta dal Bass, racconta la lotta degli abitanti dalla Val di Susa in questi mesi. Gli autori del libro saranno presente allo Strike, spazio pubblico autogestito, per raccontare le loro lotte passate e future, venerdi 19 novembre.

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