La protesta dei lavoratori RSI Italia

La RSI Italia è una società che lavora per la manutenzione dei treni di proprietà di Trenitalia, gestendo in particolare le vetture letto e quelle ristorante. La società impiega circa 260 lavoratori su tutto il territorio nazionale, di cui più di 60 lavorano a Roma. Da quando due anni fa l’azienda è stata acquisita dal Gruppo Barletta Interporto Sud Europa, i lavoratori, molti dei quali sono da tempo in cassa integrazione, lamentano ritardi significativi nei pagamenti degli stipendi e la totale mancanza di risposte rispetto al futuro dell’azienda e all’inesistenza di un piano industriale. L’azienda, dal canto suo, punta il dito contro Trenitalia, indicata come reale responsabile della situazione, a causa del disinvestimento progressivo sul trasporto universale a favore dell’Alta Velocità. I lavoratori, pur critici nei confronti di Trenitalia, rispondono però all’azienda della quale sono diretti dipendenti che non può scaricarsi così delle proprie responsabilità. Il Gruppo Barletta Interporto Sud Europa è infatti un gruppo solido che negli ultimi anni sta realizzando utili importanti. Inoltre, ribattono i lavoratori, il gruppo non ha rispettato gli accordi presi al momento dell’acquisizione della società RSI Italia, in termini di stabilità occupazionale e riassorbimento dei lavoratori in esubero in altri rami produttivi in mano al gruppo stesso.

Infine una nota sui sindacati e sul loro ruolo in questa vicenda, complicata dalla scorporazione contrattuale di una parte dei lavoratori – avvenuta sempre all’epoca della cessione della società – che si sono visti reinquadrare come metalmeccanici. Di conseguenza anche le rappresentanze sindacali sono divise per settori differenti e faticano a trovare una linea comune. Il tutto a discapito dei lavoratori, che stanno raggiungendo una soglia di esasperazione e proclamano per domani, 19 novembre, uno sciopero di 4 ore, nella speranza di far sentire la propria voce.

Lontano dai microfoni ci è stata prospettata l’ipotesi inquietante che la RSI stia cercando di disfarsi dei propri dipendenti e della stessa attività che svolge a due passi dalla Stazione Tiburtina, per poter in un futuro prossimo approfittare di un eventuale cambio di destinazione d’uso del terreno su cui opera, traendo immensi profitti dalla rivalutazione dell’area in seguito alla ristrutturazione della stazione stessa. Ipotesi per il momento non supportata da dati certi ma sulla quale sarà bene mantenere alta la soglia di attenzione.

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