Cie: il 3° rapporto di MEDU su Ponte Galeria denuncia le condizioni dei detenuti

E’ uscito ieri il terzo rapporto di Medici per i Diritti Umani, MEDU, sul Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria a Roma. Frutto di una visita effettuata a metà ottobre e di interviste con gli operatori delle associazione e degli enti che lavorano all’interno del Cie, ma anche con persone trattenute recentemente all’interno del più grande Cie d’Italia, il rapporto denuncia quanto la struttura sia “inadeguata a tutelare la dignità delle persone trattenute e garantirne i diritti fondamentali”. Il Cie, definito come “struttura opressiva” e “istituzione totale”, pecca su più aspetti ed in particolare per quanto riguarda l’accesso alle cure per i detenuti. Infatti, il personale sanitario della ASL non ha accesso al Cie e le cure vengono amministrate dal personale dell’ ente gestore, la cooperativa Auxilium, che può garantire soltanto un’assistenza di primo livello. Inoltre, l’aumento dei tempi di trattenimento nei Cie da 2 a 6 mesi rende ancora più difficile un accesso rapido alle cure per chi ne ha bisogno. Un aumento che non era necessario, sottolinea MEDU, giacchè il numero di persone identificate ed espulse è simile a quello del periodo precedente. Infine, sempre sul fronte sanitario, i medici si sono dichiarati preoccupati per i numerosi casi di autolesionismo: in media 10-12 casi al giorno nei mesi di marzo ed aprile, ed anche per il numero altissimo di sedativi e ansiolitici somministrati ai detenuti: il 50% dei rinchiusi assume psicofarmaci perlopiù prescritti da medici non specialisti.

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