Social media: motori del desiderio e della nostalgia

Se consideriamo la casa non come spazio fisico racchiuso in quattro mura ma come capacità di controllare lo spazio e sentirsi più vicini alle cose familiari, allora chi emigra oggi più che mai può tornare dentro la propria sfera pubblica e privata, portarsela con se ovunque vada. Sono le conclusioni di Tiziano Bonini, autore del libro “Così lontano così vicino, tattiche mediali per abitare lo spazio” e e sperto in media digitali.
Il libro, edita da Ombre Lunghe, tenta di definire un nuovo concetto di “sentirsi a casa”: un sentirsi a casa filtrato dai media. Secondo la ricerca di Bonini i media  sono utilizzati dai migranti per portarsi la terra di origine nel paese di emigrazione, ma anche per portare il posto dove vivono nei loro paesi di origine. Negli ultimi venti anni, con l’avvento di internet e a seguire dei social media, il modo di vivere un’emigrazione è sicuramente cambiato. “Oggi i media alimentano il desiderio di chi se ne vuole andare e allo stesso tempo nutrono il sentimento di nostalgia verso casa, sono sia motore del desiderio che motore della nostalgia” conclude l’autore “perciò se prima di internet e dei social media la manutenzione degli affetti era sporadico e faticoso, affidato a mezzi insicuri o lenit come la lettera o la telefonata dalle cabine, oggi i flussi di scambio sono aumentati drasticamente e con essi l’aumento di un sentimento di vicinanza a casa.
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