Israele – Palestina: maratona mediatica per l’ Anti Apartheid Week

Dal 9 al 16 novembre in tutto il mondo si celebra l’annuale settimana internazionale di mobilitazione contro l’apartheid imposta dallo stato di Israele nei Territori Palestinesi Occupati ed entro i suoi stessi confini a danno della parte non ebraica popolazione israeliana. Durante quest’anno l’accelerazione delle politiche per la “giudaizzazione” di Gerusalemme, che pochi giorni fà è stata nuovamente definita “capitale unica ed indivisibile dello stato di Israele” dal premier Netanyahu, la continua costruzione di unità abitative nelle colonie in territorio palestinese che hanno anch’esse accelerato dopo la fine della pur parziale moratoria dei mesi scorsi e la legge che impone il giuramento di fedeltà ad Israele in qualità di stato ebraico per i non ebrei che ne richiedano la cittadinanza sono solo alcune delle più evidenti dimostrazioni del processo che stà portando Israele sempre più ad essere uno stato etnico e razzista. Durante questa settimana di mobilitazione le società civili di tutto il mondo ed in primis quella palestinese vogliono esprimere il loro dissenso e la loro richiesta che i governi si facciano garanti del diritto internazionale come si sono impegnati a fare nel momento in cui hanno firmato gli accordi ed i trattati che sono alla base delle leggi internazionali a partire dalle convenzioni di Ginevra.  Jamal Juma’, coordinatore della campagna “Stop the Wall”, una delle storiche promotrici dell ‘ Israeli Anti Apartheid Week, ci ha raccontato che quest’anno ci saranno mobilitazioni in oltre 70 paesi, in Palestina le azioni saranno concentrate in questo finesettimana in tre località simbolo: Ni’lin, il villaggio che più di tutti ha subito la repressione a danno dei comitati popolari che ogni venerdì manifestano ai piedi del “muro dell’ apartheid”. Al Walaja, vicino Betlemme, un paesino che stà per essere totalmente isolato dalle sue terre agricole a causa del muro che lo circonda da tre lati e dalla colonia che avanza da nord ed infine Qalqiliya che è stata la prima città palestinese ad essere totalmente circondata dal muro ed i cui 45.000 abitanti sono di fatto assediati in un kilometro quadrato.

Da oggi fino a domani 13 novembre si sta svolgendo una maratona mediatica internazionale nell’ambito degli eventi dell’ Anti Apartheid Week, maratona cui la nostra agenzia partecipa con l’intervista a Jamal Juma’, con quella a Dalit Baum, la coordinatrice del progetto “Who profits from the occupation?”, che ci illustra il loro ultimo rapporto in cui l’ ONG israeliana denuncia la complicità dell’ Impresa Pizzaroti di Parma nella costruzione della ferrovia ad alta velocità che unirà Tel Aviv a Gerusalemme che anzichè seguire il tracciato della linea esistente attraverserà il confine ed annetterà di fatto altra terra palestinese allo stato di Israele.

Dalit Baum, Who Profits from the Occupation, spiega i problemi connessi alla nuova ferrovia ad alta velocità israeliana ed il ruolo dell’ italiana Impresa Pizzarotti.

Vi riproponiamo inoltre alcuni dei programmi in cui abbiamo trattato i temi legati alla mobilitazione internaizonale:

Babush 01: Israele e la contesa dei melograni

Scirocco: Roma – Tel Aviv, il nuovo idillio

Scirocco: Israele, la non-violenza fà paura.

Scirocco: Israele, una democrazia per molti ma non per tutti

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