L’Aquila rifiuta gli sciacalli

14.902 beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione, 14.205 alloggiate nel Progetto C.A.S.E., 6.945 nei MAP, 2272 in affitto e altre strutture comunali, 2.264 in strutture ricettive e 436 nelle caserme a L’Aquila.

Sono i dati diffusi dalla Struttura per la Gestione dell’Emergenza in un report pubblicato il 9 novembre (Scarica il report completo).

“La ricostruzione è ferma, stiamo ripagando tasse e mutui, dovremo ripagarci anche le case ? E’ mettendoci i soldi di tasca nostra, non c’è una legge nè una certezza per l’economia e il lavoro” commenta la rete di cittadini abruzzesi 3 e 32.

La visita di Silvio Berlusconi a L’Aquila per consegnare le onoreficienze di protezione civile il 9 novembre scorso è stata fortemente contestata dalla popolazione. “Berlusconi non si fa vedere all’Aquila da gennaio (nonostante mesi di mobilitazione, manifestazioni a L’Aquila e a Roma, manganellate, ecc) e ora torna” e che fa? ascolta la gente e i problemi? Si reca in città?No” denuncia indignata la rete 3 e 32 “Si barrica, insieme a Chiodi e Bertolaso, nel Dicomac, nella cittadella militarizzata della guardia di Finanza, un posto blindato come una moderna Bastiglia, dove è vietato manifestare. Che cosa viene a fare, ancora promesse? Come ha fatto fin dai funerali delle vittime? (salvo poi andarsi a far passare la tristezza a Casoria?) A ripulirsi l’immagine, tentando ancora una volta di accreditare il miracolo aquilano? Dopo 19 mesi di inganni nessuno è più disposto a credere alle promesse. Tornasse quando avremo visto i fatti. L’Aquila rifiuta gli sciacalli”.

Sabato 20 novembre nel capoluogo abruzzese è prevista una manifestazione nazionale, dal titolo “L’Aquila chiama l’Italia”.

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