Babush 06: stato d’azzardo

I percorsi metropolitani ci portano oggi sulle tracce del gioco d’azzardo, quello legale. Un’attività che in Italia è cresciuta del 15 per cento nel’ultimo anno, seguendo una tendenza in atto dalla metà degli anni ’90. Se nel 2000 gli italiani avevano speso 10 miliardi di euro nel gioco, nel 2010 sono arrivati a 60 miliardi di euro. Una crescita impetuosa che viaggia in parallelo con il moltiplicarsi dei luoghi in cui è possibile investire i propri soldi nella Fortuna. Bar, tabaccai, punti scommesse, sale bingo, sale giochi…., le possibiità di scommetere e di sperare in un un buon colpo  si sono moltipicate in modo incredibile e gli italiani danno segno di aver gradito.  Il gioco non conosce crisi e non conosce distinzione di classe o età. Dal disoccupato all’imprenditore e dal pensionato allo studente,  sono oltre 7 milioni, secondo recenti statistiche, gli italiani che giocano con una media di una puntata a settimana. Un modo per passare il tempo che in alcuni casi può diventare una professione e in altri una patologia. Il gioco di Stato è un affare mastodontico ma non è facile capire chi sia il reale beneficiario di una circolazione sempre più frenetica di soldi.  Nel 2010 e al lordo delle spese di gestione, le istituzioni statali incasseranno solo 8 miliardi dei 60 spesi dai cittadini. Gli altri andranno ai concessionari, ai gestori, ai rivenditori e infine ai premi garantiti da ogni gioco. “La cifra che lo stato guadagna” sottolinea il sociologo Maurizio Fiasco “è irrisoria rispetto a quella che avrebbe potuto guadagnare”. La pressione fiscale sul gioco, sottolinea Fiasco, è molto più bassa di quanto ci si potrebbe aspettare e lo stato non solo non guadagna abbastanza ma finisce  addirittura per perderci, se si considerano gli effetti macroeconomici prodotti dal gioco e dalla spesa di miliardi di euro che potrebbero essere destinati al consumo di beni durevoli con effetti benefici sul sistema produttivo.
Altro punto dolente, la mancanza di normative e strumenti idonei a regolare e controllare un settore in continua espansione. Un  caso eclatante sono i siti di poker online, spesso facenti capo a società che hanno sede in paradisi fiscali e che quindi, oltre a godere di beneficio  straordinari, sfuggono praticamente a qualsiasi controllo. Non meno importanti infine sono i legami con la criminalità organizzata che avrebbe investito ingenti capitali nel business delle slot machine, ormai trasformatesi in presenze costanti negli esercizi pubblici del nostro paese.
Ospiti della puntata:
Francesco Luongo, segretario nazionale del M0vimento per la Difesa del Cittadino
Maurizio Fiasco, sociologo e collaboratore della Consulta Nazionale Anti-usura
Giuseppe Pugliese, progetto Rien ne va plus, Coop Soc LAG di Vignola
Francesco, ex-giocatore problematico
Diego Rizzuto, Fate il Nostro Gioco,Associazione Officine Scienza
Un ringraziamento particolare oltre agli ospiti della puntata va a Luigi Ottoni, a Chiara Tassi e alla rivista Narcomafie, che sul gioco d’azzardo ha dedicato il numero di settembre
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