Passpartu’06: Permesso, posso lavorare?

In questa puntata di Passpart? torniamo a parlare di lavoro. In particolare vi racconteremo di una vicenda italiana, che sta portando in piazza centinaia di persone, quella relativa alla sanatoria 2009, che i migranti non esitano a definire “sanatoria truffa”. Ci spostiamo poi in Israele, dove vivono e lavorano circa 200 000 migranti. Grazie alle interviste raccolte dalla nostra Elise Melot, inviata speciale a Israele, cercheremo di capire quali sono le condizioni di lavoro in questo paese del Medio Oriente.

Sono sei i ragazzi che dal 30 ottobre si trovano sopra una gru nel cantiere di piazzale Battisti, a Brescia. La vicenda e’ balzata alle cronache sia per l’originalita’ della protesta, sia per quello che ne e’ seguito. Un presidio permanente infatti si e’ formato sotto la gru, in solidarieta’ con i protestanti, e una grande e partecipatissima manifestazione e’ sfilata per le vie della citta’ il 6 novembre. Le forze dell’ordine hanno sgomberato il presidio la mattina dell’8 novembre, sono scattati decine di fermi e arresti e 12 migranti sono stati trasferiti nei centri di identificazione ed espulsione. Ma i sei della gru non mollano, continuano a rifiutare qualsiasi mediazione e dai 40 metri di altezza in cui si trovano rivendicano i loro diritti: “vogliamo essere ripagati dalla truffa che lo stato ci ha fatto”. Si riferisicono alla sanatoria del 2009, che avrebbe dovuto regolarizzare chiunque facesse domanda, e che invece sta rigettando migliaia di richieste. La sanatoria era riferita a colf e badanti, tagliando fuori le altre professioni, ma molti datori di lavoro, hanno raccontato i migranti, si sono fatti pagare migliaia di euro per fare finte assunzioni, anche per chi colf o badante non era, e ora le domade non sono state accettate. Cosi’ ci si torva senza permesso di soggiorno e senza denaro, una doppia truffa come ci ha raccontato Jorge Carazas, portavoce del Comitato Immigrati. “Chiediamo che queste persone ottengano un permesso di soggiorno per l’articolo 18, perche’ vittime di truffa, perch? hanno sborsato piu di 500 euro per la domanda, pi? i contributi inps da allora ad oggi, pi? il denaro che datori di lavoro senza scrupolo gli hanno estorto promettendogli un permesso di soggiorno assicurato. E perch? invece adesso si ritrovano senza lavoro e clandestini”. Alla protesta dei sei ragazzi di Brescia si ? aggiunto un gruppo di lavoratori di Milano, che si ? arrampicato in cima alla torre ex Carlo Erba di via Imbonati ed ? l? dal 4 novembre. E poi solidariet? ? arrivata da Napoli, Trento, Roma, Reggio Emilia, Venezia, Bologna, dove centinaia di persone sono scese in piazza in sostegno agli scioperanti.

Continuiamo a parlare di lavoro e di permessi di soggiorno, ma usciamo dai confini italiani e ci spostiamo ad Israele.
Fino agli accordi di Oslo, firmati nel 1993, circa un terzo della popolazione della striscia di Gaza e della Cisgiordania lavorava in Israele, principalmente nell’agricoltura e nel settore edilizio. Dopo Oslo, i movimenti della popolazione palestinese sono diventati piu’ difficili e si ? ridotto drasticamente il numero di lavoratori palestinesi in Israele. Sempre in quegli anni, il sistema sociale e sanitario garantito dallo stato alle persone anziane ? stato privatizzato e sono state chiuse le strutture pubbliche dove potevano vivere ma anche ricevere aiuto e cure le persone anziane.Per compensare la perdita di mano d’opera palestinese e per poter affiancare la popolazione anziana priva di servizio pubblico, lo stato israeliano ha deciso di ricorrere a una mano d’opera straniera, migrante. Cosi’ sono arrivati i tailandesi per lavorare nell’agricoltura, i cinesi nell’edilizia e ancora migranti provenienti dal Nepal, dall’India, dal Sri Lanka e dalle Filippine per lavorare come badanti.
Ogni anno, lo stato israeliano decide quante persone possono venire a lavorare nel suo territorio. Per legge, Queste persone devono rivolgersi a un’agenzia preposta nel loro paese di origine, che organizza il loro viaggio, prende appuntamenti con l’ambasciata per il visto e organizza il colloquio. La legge israeliana ha stabilito che le agenzie possono chiedere fino a 1000 dollari a persona per questo servizio. Arrivati in Israele, ? sempre tramite un’agenzia, spesso la stessa, che i migranti trovano lavoro. Esistono piu categorie di permessi di soggiorno, a secondo del tipo di lavoro svolto. In generale, il permesso di soggiorno ? valido per un anno e puo’ essere rinnovato per 5 volte. Passati 5 anni in Israele, il lavoratore migrante ? costretto a tornare nel suo paese di origine.
Ecco quindi com’? nata una immigrazione non palestinese in Israele: restrizione dei movimenti dei palestinesi e bisogno di mano d’opera dovuto alla privatizzazione di una parte del sistema sanitario. Gli anni 90 in Israele si distinguono per una forte liberalizzazione dell’economia. Cosi’, la gestione dei flussi migratori, pur se controllata dallo stato che stabilisce quante persone possono entrare sul territorio e che procede a colloqui individuali nei consolati presenti nel paese di provenienza del migrante, viene messa in mano ai privati: le agenzie. Roy Wagner, di Kav LaOved, Worker’s Hotline, un’organizzazione che difende e rappresenta tutti i lavoratori che non appartengono a un sindacato, ci ha spiegato come funzionano queste agenzie. “Tutto comincia con il governo di israele, che stabilisce il numero di lavoratori migranti di cui lo stato ha bisogno. In seguito, lo stato rilascia dei permessi alle agenzie per fare venire qui questi lavoratori migranti. I migranti non possono venire senza passare da queste agenzie private, tutto si fa’ tramite loro. Le agenzie gli promettono che potranno lavorare un tot di tempo per un tot di soldi e loro partono alla volta di Israele. Secondo le leggi di alcuni paesi di provenienza ? illegale chiedere soldi ai migranti. Per la legge israeliana invece le agenzie possono chiedere fino a 1000 dollari ai migranti. Ma a volte accade che le agenzie chiedono cifre molto pi? alte: 5.000, a volte 25.000 dollari a persona per portarli qui. E Di solito i migranti si pagano anche il biglietto aereo”.
Spessissimo, i migranti non hanno una tale quantit? di soldi a disposizione e si devono indebitare. Arrivati in Israele, hanno pochi anni per poter ripagare i propri debiti e anche guadagnare qualcosa. Entriamo nel dettaglio, esistono diversi tipi di visti: il visto per lavorare nell’agricoltura e il visto per lavorare nell’edilizia sono validi per 5 anni, mentre il visto per lavorare come badante dipende dalla vita della persona assistita: se dopo 4 anni al servizio l’assistito/ muore, il visto della badante non sar? rinnovato e dovr? tornare a casa, se la persona anziana invece vive ancora, puo’ essere rinnovato il permesso di soggiorno. Chi ha un visto per lavorare come badante non ha il diritto di lavorare in agricoltura ed edilizia e vice versa. Passati questi 4 o 5 anni, i lavoratori devono tornarsene a casa. Ma possono perdere il visto anche prima. “E’ molto facile perdere il permesso di soggiorno perch? se il lavoratore ? licenziato o se il suo datore di lavoro muore? o se l’aziende fallisce o ancora se il lavoratore si ammala, se non ? pagato e lascia il suo datore di lavoro, in tutti questi casi ? il lavoratore che perde il suo permesso di lavoro/soggiorno. Uno dei successi di Kav LaOved ? aver fatto in modo che i lavoratori abbiano un periodo di tempo per trovare un’altro lavoro se perdono il posto. Ma molto spesso ? una possibilit? soltanto teorica, perch? la burocrazia ? molto complicata e anche perch? i datori di lavoro e le agenzie preferiscono fare venire delle nuove persone, che a loro volta pagheranno i 5000 o i 25 000 dollari per venire qui” spiega Wagner. L’elenco dei modi per perdere il permesso di soggiorno non si ferma qui. “Nel momento in cui in lavoratore migrante si sposa o fa coppia con qualche altro migrante e viene scoperto dal ministero dell’inteno, uno dei due perde il suo permesso di soggiorno. Non ci possono essere delle coppie di lavoratori migranti in Israele, ? legalmente impossibile. Poi, se una donna rimane incinta, perde il suo permesso di soggiorno. Puo’ rimanere in Israele fino a tre mesi dopo la nascita del bambino, dopo di che deve scegliere: o torna con il bambino nel suo paese o lo porta nel suo paese e torna qui per lavorare. E quindi legalmente impossibile formare una famiglia”.
Il quadro legislativo riguardo ai migranti ha norme molto rigide e regola sia la via privata che quella professionale dei migranti, giacch? il permesso di soggiorno li vincola ad un tipo di professione. Bibin, ? arrivato dall’India nel 2008. Pur essendo arrivato in Israele tramite una delle agenzie, appena ha messo piede all’aeroporto internazionale Ben Gourion di Tel Aviv, ? diventato clandestino. Non c’era infatti nessuno dell’agenzia che lo aspettava, altra condizione necessaria per poter rimanere con un permesso di soggiorno. “In India lavoravo in un ufficio di una compagnia di assicurazione per la salute. Dovevo verificare i pagamenti. Guadagnavo poco, 600 roupie, 120 euro al mese. Se facevo gli straordinari e lavoravo 12 ore al giorno, potevo guadagnare 1000 roupie, 200 euro” racconta Bibin “Mai madre ha dei problemi di salute, dei problemi psichiatrici, e la volevo portare in una clinica, quindi avevo bisogno di piu’ soldi. Ho cominciato a informarmi sulle possibilit? di immigrazione in altri paesi. Ho incontrato un amico che stava tornando di Israele, mi ha detto che potevo lavorare 5 anni l?. GLi ho chiesto se potevo fare lo stesso tipo di lavoro e lui mi ha detto che si, che non c’era problema, dovevo portare con me il mio diploma, le mie referenze. Mi diceva che se in India guadagnavo 600 roupi, in Israele potevo farmi 6000 shequels, 1200 euro. Perch? rimanere in India allora? Mi ha indicato una agenzia, dove mi ? stato detto che c’era soltanto bisogno di alcuni documenti e che dovevo pagare 10 000 dollari. Non in una sola volta. 5000 dollari prima di fare il colloquio con il consolato israeliano a bombay e l’altra met? quando mi avrebbero dato il passaporto. Prima del coloquio con il consolato, il mio amico mi ha preparato : “ti chiederanno se voi lavorare come badante e dovrai dire di si”. Gli ho risposto che non volevo lavorare come badante, che volevo fare lo stesso tipo di lavoro che stavo facendo. Mi ha detto di non preoccuparmi, che dopo potevo fare altri lavori, quindi mi sono presentato dicendo che volevo fare il badante. L’agenzia si occupava di tutti i documenti e anche della mia permanenza in Bombay, per questo chiedevano tanti soldi. Due giorni dopo il colloquio, mi hanno detto che avevo il visto”.
Arrivato in Israele, come dicevamo, non c’era nessuno ad aspettare Bibin all’aeroporto. Per due anni, ha lavato piatti nei bar e nei ristoranti, sprovvisto di permesso di soggiorno, per cercare di rimborsare il suo debito, contratto per pagare i 10000 dollari all’agenzia. “Per poter avere 10 000 euro ho dovuto ipotecare il mio terreno e la mia casa. Ogni mese, dovevo pagare gli interessi, 2000 shequel, 400 euros. Se non pagavo, col passare dei mesi, gli interessi crescevano. La mia famiglia ha dovuto chiedere in prestito soldi ad altre persone. C’erano quindi anche gli interessi di questi altri soldi da pagare, che presto sono raddoppiati. E una mafia, se ti prestano 200 euro, devi pagarne 300, 400 di interesse. Gli interessi crescono sempre di piu, ma devi pagare, se no ti prendono il terreno e la casa. Quando non sono piu’ riuscito a pagare gli interessi alla banca, si sono presentati con un foglio dicendo alla mia famiglia che ndovevano lasciare la casa. I miei hanno dovuto vendere per pagare la banca. Li vivevano mia madre, mia zia e mio zio. Ora vivono da un’altra parte, in affitto”.

Ospiti della puntata: Jorge Carazas, Roy Wagner, Bibin, i sei scioperanti della gru
In redazione: Khaldoun, Ciro Colonna, Andrea Cocco
Passpart? ? un programma a cura di Elise Melot e Marzia Coronati

Per scriverci: passpartu@aminset.org

One Comment;

  1. Irina said:

    If a person wants to be deceived – it must be deceived.

    Israel – a country with its own specific characteristics. This is a closed area where there are Jews and “all others”. Indians, Filipinos and other Asians for the Jews on the similarity of fascism with the idea of race masters. Half-Jewish – a bone in the throat from which you can not get to. A pure-bred Jews, apparently, does not exist in nature. At least the end of 2010 (I hope there is someone who will convince me otherwise).

    But this is a slight digression. You should always take into account the fact that immigrants, migrants, emigrants and illegal immigrants face great difficulties in a foreign country than in their country.

    In fact, I had no idea that there exist such problems. I know many people who went to Israel for permanent residence or travel to work. Go to work nurses and housekeepers. But while in Ukraine they have a good financial return. So what draws a person with good financial income to go to low-skilled work in Israel?

    At the same time, I want to note that many who once came to Israel, now moving to live and work in Canada. This trend is noticeable migration of citizens from the former Soviet Union.

    But most of all I’m interested to know what they think the people who pay 10 000 $ to get a residence permit and work? This is really interesting.

    I think that in this situation should be carried out awareness among the people of Asia and other countries, from where the greatest flow of immigrants, and explain to them the difficulties and deception they may encounter abroad.

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